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Se gli dei ti fanno impazzire

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Helios è un servo. Il suo compito è quello di tenere pulito il maestoso tempio di Apollo che domina la città di Troia. Si reca lì ogni giorno diligentemente, con la pancia spesso vuota e una gran voglia di prendere a calci i suoi arroganti coetanei. È stanco di sentirsi dare del bugiardo: come deve dire di essere il figlio di Priamo, il sovrano? La mamma, prima di morire, gli ha raccontato della notte che ha dato inizio alla sua vita. Anche lei era una schiava. Ora, Helios vuole molto bene ai genitori adottivi, ma essere il figlio di Priamo gli consentirebbe almeno di svegliarsi ogni giorno con una ricca colazione. Dopo un’allegra scazzottata con i suoi piccoli nemici riesce a guadagnarsi il rispetto del principe Ettore, venendo assunto a servizio dei reali come stalliere. La promozione gli permette non solo di stare più vicino al suo vero padre, ma anche ai suoi fratelli. Certo, loro non credono minimamente alla sua versione della storia, ma sembrano apprezzarlo. Tutti tranne il principe Paride, ma poco importa. Il sentimento di antipatia è reciproco. Quando parte con la sua nave e si allontana verso l’Ellesponto è una vera liberazione. Chi poteva immaginare che, al suo ritorno, avrebbe portato con sé tanti guai? Arriva Elena e, poco tempo dopo, l’esercito degli achei a volerla riprendere: o la regina torna a Sparta o la guerra è dichiarata. “E guerra sia!” dice quell’intelligentone di suo fratello Paride. Sicuramente questo è un tratto che ha ereditato dalla madre. Helios ha una parte ben chiara in questa faccenda. A rivelarglielo è stato un oracolo pronunciato da Cassandra. Il significato di quanto predetto è fitto e misterioso, ma qualcosa gli dice che il suo incontro con Achille ne abbia segnato l’inizio. Tentando di scontrarsi con il comandante dei Mirmidoni, Helios si è guadagnato una cattura da parte dell’esercito nemico. È qui che conosce Neottolemo, figlio del crudele combattente, con il quale nasce una peculiare amicizia. Che cos’hanno in serbo gli dèi per il piccolo Helios?

Richard Powell, autore di Don Chisciotte U.S.A e de L’uomo di Philadelphia, arriva con un nuovo romanzo ambientato nel Grecia Antica: Se gli dei ti fanno impazzire. Il picaresco protagonista è Helios che con i suoi guai, la sua sfrontataggine e, al suo stesso tempo, la sua sensibilità, tenta di attirare l’attenzione del sovrano Priamo. È così che i trova invischiato nelle sorti della guerra tra gli Achei e Troia, intrappolato senza via di scampo nella grande scacchiera narrata dai poemi epici. Nel romanzo di Powell vengono infatti ripresi e mescolati elementi di Odissea, Iliade ed Eneide. Non mancano i personaggi principali quali Achille, Ettore, Paride, Elena, Menelao, Agamennone e, ovviamente, l’astuto Ulisse. Tuttavia, a portare l’originalità è il tocco magistrale dell’autore. La nota ironia di Powell rende attuale anche la storia più antica. I ruoli sociali, il patriarcato e le lotte in difesa di un orgoglio ferito sono regolate da delle dispettose divinità annoiate. Apollo, Zeus, Afrodite, Atena e il resto della famiglia vengono nominati come fossero co – protagonisti invisibili dell’intera storia. Sono stati proprio loro ad affidare ad Helios il ruolo di vero eroe, rendendo, ancora una volta, nullo il potere autonomo degli uomini. Altri titoli di Powell brillano di maggior ironia, pertanto non si può definire Se gli dei ti fanno impazzire il più esplicativo riguardo lo stile dell’autore. Tuttavia è ben presente la capacità di quest’ultimo di intrattenere di lettore, di fornirgli una storia rumorosa ed eccentrica dalla quale non riesce a sottrarsi. Il protagonista ricorda quasi un personaggio dickensiano dalle umili origini che, grazie alle sue intrinseche qualità, riesce a primeggiare. Eppure, il lato più comico e commovente è che Helios non mirava certo a diventare un eroe. Il movente con il quale ha agito è stato il semplice desiderio di farsi riconoscere dal padre. Ecco che nell’antico racconto epico fatto di orgoglio e grandi gesta, spicca un solo vero essere umano.