Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini

Alla corte di donna Isabella de’ Medici Orsini

Annetta è la figlia di Nicola detto il “segnatore” (cioè un guaritore tradizionale di quelli che erano soliti “segnare” le persone che a loro si rivolgevano, recitando al contempo particolari formule rituali) e di Maria Rosa la ricamatrice. Ricorda che in Toscana dove i suoi genitori si sposarono il padre veniva chiamato “lo stregone” e che, quando sparì nei boschi, sua madre fu costretta a cercare un’occupazione. Lasciati i fratelli nel convento di Santa Maria degli Angeli, si trasferiscono a Firenze in via Larga nel palazzo in cui abitava Isabella, figlia di Cosimo I dei Medici che, nel 1553, appena bambina, aveva sposato per esigenze di Stato Paolo Giordano Orsini, signore di Bracciano e rampollo di una delle famiglie più antiche e più in vista d’Italia, influenti presso i Pontefici e voci autorevoli tra la nobiltà. Annetta, muta dalla nascita, ha imparato dal padre a riconoscere le erbe selvatiche e le loro proprietà e quando Donna Isabella la manda nella bottega dello speziale, la giovanetta respira a pieni polmoni, anche se molte delle erbe presenti non le conosce proprio. È affascinata dai gesti, dai rituali, ma quello che preferisce è la distillazione dei chiodi di garofano, della cannella, della noce moscata. La colpiscono certe preparazioni dell’acqua “d’angioli”, con ingredienti pestati e bolliti. Tutto ciò che rimane da tale procedura diventa poi “medagliette da ardere” che la stessa Annetta brucia nel camino della camera di Isabella e che emanano un profumo celestiale...

Non è difficile capire la passione che ha coinvolto Sandra Ianni sin da quando ha cominciato a studiare le abitudini alimentari in voga nel Ducato Orsini intorno alla seconda metà del Cinquecento. L’incarico per una relazione a un seminario le era stato affidato dalla direttrice del Museo Civico di Bracciano. Quello che si è trovata davanti e che ci propone in questa pubblicazione è un viaggio che ci immerge totalmente nelle atmosfere, nei sapori, nelle arti speziali del periodo. L’autrice, sommelier ed esperta in cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche, con una particolare attenzione a spezie e piante aromatiche, non poteva non cogliere proprio questo aspetto tra tutte le scoperte fatte a proposito di Isabella de’ Medici, andata in sposa da bambina a un altrettanto giovanissimo Paolo Orsini e divenuta Signora di Bracciano. Donna Isabella, provenendo dall’illuminata famiglia fiorentina, era colta, una figura di gran fascino con il suo essere diplomatica e intellettuale. Fu di grande aiuto al marito Paolo di cui era, contraccambiata, innamoratissima. E poi era una donna e come tutte le donne non tralasciò mai di curare la sua bellezza, lasciando suggerimenti per cosmetici naturali che la Ianni ha riportato nel libro. Si occupò di arti e alchimia e lasciò ricette scritte non solo di particolari preparazioni gastronomiche, ma anche di rimedi terapeutici, non ultimo di quell’Hypoclas, di cui il libro contiene la ricetta, un vino medicinale dal sapore intenso e speziato, avvolgente e davvero indimenticabile, che è stato riportato alla luce proprio dalla Ianni, “souvenir” nel castello (ora Odescalchi) che si trova sul lago di Bracciano da alcuni anni. Il libro è ben congegnato al punto che si rimane intrappolati nei racconti e la nostra immaginazione viene affascinata e avvolta in questo approccio sensoriale davvero interessante.



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