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Il pianto di Va-Ril

Va-Ril appartiene alla razza degli uomini e ad un tempo in cui morte dolore e vecchiaia non esistono ancora. Vive sull’isola di Orn, la creatrice di tutto - conosciuta anche come la Driade Bianca o il Grande Albero -, e ogni giorno coglie i suoi frutti e li porta alle isole vicine dimostrando la bontà del suo carattere. Ma su Va-Ril ombre oscure e piene di angoscia si addensano da sempre: ogni notte incubi con scene di guerra e di morte lo perseguitano, sono segreti che neppure la sua compagna Za-Ròl conosce fino in fondo. Lui, che alla nascita ha perduto la madre ed è cresciuto orfano, l’unico di quel mondo di pace e tolleranza ad aver vissuto un lutto così importante, si sente da sempre relegato ai margini di quella società, che forse lo teme e così poco lo tiene in considerazione. In compenso gli è stato concesso l’amore, quello che prova per Za-Rol è assoluto e indissolubile e neppure i dubbi del padre di lei Esùl possono metterlo a repentaglio. È così finché a Va-Ril non viene rivelato il suo ingrato compito…

L’opera prima di Paolo Battaglia, che dice ispirata nella struttura poetica al Paradiso perduto di Milton, si rivela essere una parabola quasi biblica, in cui si narra di un mondo privo di peccati e dolore in cui un creatore, Orn, dalle sembianze di un Albero, e le sue creature umane vivono in una perfetta armonia destinata però a essere interrotta. Un prescelto di Orn, il fedele retto e giusto Va-Ril, dovrà difendere il suo popolo in una guerra spietata e dall’esito incerto, combattuta contro l’Unione dei Cinque Popoli. I capitoli sono intitolati ciascuno a una lacrima versata, e di fatto il pianto caratterizza l’umanità dei suoi protagonisti - in primis Va-Ril. Amore e guerra, scelte individuali e spirito di sacrificio, grandi temi incorniciati però da un linguaggio ampolloso, specie nei dialoghi, e da una prosa sofisticata ma poco scorrevole. Alle battaglie sul campo fanno da contraltare quelle tutte interiori, ma di fantasy alla fine non resta molto, se non nelle atmosfere di vago richiamo tolkieniano. Un apprezzabile tentativo che va però rivisto e direi… rimandato a settembre!