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Senza perdere la speranza - Memorie di una vita guerrigliera

Senza perdere la speranza - Memorie di una vita guerrigliera

Nel 1994 Bernardo Gutiérrez Zuluaga, ex comandante dell’Ejército Popular de Liberación, è senatore al Congresso della Repubblica; ma, nonostante l’intenzione di continuare quel mandato, è convinto a lasciare il Paese – lavorerà come ambasciatore per i diritti umani – da una montatura sospetta: una donna lo avvicina dicendogli di sapere dov’è reclusa “la Negra”, ex compagna di Bernardo, guerrigliera, desaparecida da cinque anni. Per Bernardo considerarla morta è stato l’unico modo per evitare un atroce lutto perenne. Secondo la donna misteriosa, egli dovrebbe rapire la moglie di un comandante per scambiarla poi con la Negra. A tre anni dall’entrata in vigore della nuova costituzione, la pacificazione della Colombia è ancora incerta. Decide di partire, su consiglio del ministro della Difesa Pardo, per un compito assegnatogli dal primo ministro Villegas. Atterra in Olanda, con moglie e figli, e non riesce a credere di poter camminare in strada senza gente armata intorno, senza agenti o uomini della sicurezza. Vent’anni prima, sulle montagne del dipartimento di Antioquia, un commando di dieci uomini delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia assaltava un aereo per impossessarsi di una rimessa in contanti, sorprendendo poliziotti e agenti della dogana. Era il primo combattimento di Bernardo...

Questo volume raccoglie le memorie del guerrigliero Bernardo Gutiérrez Zuluaga, affidate tra il 1999 e il 2000 allo scrittore Santiago Gamboa, in un racconto che attraversa quasi trent’anni di storia colombiana in meno di duecento pagine. La scelta della guerriglia clandestina, le operazioni militari e le strategie politiche, gli affetti familiari, i figli, i voli all’estero, le operazioni di pace e una smobilitazione precaria ma carica di speranza: tutto questo è narrato con precisione, ricchezza di dettagli e uno stile asciutto e scorrevole. Soprattutto, la vita del guerrigliero offre una interessantissima prospettiva dall’interno della storia della Colombia: le spaccature politiche, l’assenza dello stato in vaste aree del paese, il paramilitarismo, l’intransigenza dei partiti marxisti-leninisti e dei gruppi armati eredi della teologia della liberazione di padre Camilo Torres, i rapporti altalenanti con le forze politiche e di intelligence di Panama, di Cuba, degli Stati Uniti, fino al governo liberale di Gaviria, alla smobilitazione della guerriglia e alle operazioni che condurranno alla promulgazione di una nuova Costituzione. Chiaramente, il punto di vista non è di uno storico, ma quello preciso e parziale di un guerrigliero rivoluzionario; il quale, prima di diventare senatore e poi ambasciatore alla FAO, ha trascorso parte della sua vita in lotta nelle aree periferiche o montane della Colombia. Ma questo apparente difetto è, invece, un grande pregio per la solidità e la coerenza del racconto; anche perché non manca al Gutiérrez l’acuta coscienza di cosa la guerra significhi per la popolazione, per contadini e pastori, e di come essa costringa alla lotta fratricida un popolo che sa spesso riconoscersi come unito. E il vero protagonista di questa cronaca è la speranza, inseguita attraverso le necessità e le possibilità poste da una storia inclemente.