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Sette notti con Liga

Sette notti con Liga
Lei che viene cooptata, suo malgrado, nella giuria di un contest dedicato a cover band di Liguabue e ai suoi sosia. Le cover band le piacciono, ma i sosia li detesta perché scimmiottano la rockstar senza alcuna capacità. Fino a quando sul palco sale il vero Luciano… Lei che partecipa al funerale della zia Veridiana in uno sperduto paesino dell’Emilia Romagna. Discendendo lungo i vialetti del cimitero, arroventati dal torrido caldo d’agosto, individua Luciano raccolto dinanzi a una lapide… Lei che, prima di andare a fare stagione in Riviera, decide di trascorrere l’ultimo weekend libero al Borgo. Al bar Mario cercano personale e lei accetta sperando di scovare Luciano, da due anni ormai lontano dai riflettori… Lei che, in preda a uno stato di estremo sconforto, passeggia in inverno lungo la spiaggia deserta di Rimini. Anche Luciano è lì, vittima di un analogo stato d’animo…  Lei che si perde nella nebbia mentre si reca a un raduno organizzato per i fan del Liga. Ma egli è al volante dell’auto che finisce in un fosso per evitare di tamponarla… Lei che rientra da un viaggio all’estero. In aeroporto, nascosto dietro un look insolito, incontra Luciano che la invita a partire per una destinazione ignota… Lei che entra di nascosto nella stanza dell’ospedale in cui Luciano è ricoverato. È la notte dell’ultimo dell’anno e intorno a lui non c’è nessuno…
Se nel prendere in mano questo libro dovesse cogliervi il malizioso sospetto che sia l’ennesimo contenitore di aneddoti della fan di turno di Luciano Ligabue, non assecondatelo. Sia pure originato da una profonda ammirazione per l’artista e per l’uomo, il libro di Chimena Palmieri – che vive ad Ancona dove lavora presso l’Università Politecnica delle Marche - costituisce un convincente esordio narrativo. Dal titolo non a caso emblematico, Sette notti con Liga presenta infatti una scaletta di sette racconti che sono sette sogni, così lucidamente rappresentati da eguagliarsi in ritmo e scorrevolezza del testo da conquistare anche il pubblico meno interessato alla musica rock e alle gesta del celebre cantante rock. Ne risulta un grumo compatto di storie immaginate dal sapore intimo e personale, che hanno però l’ardire di portare al limite estremo l’improvvisazione del segno, lasciando ogni elemento di coscienza fuori dal campo creativo. Il brio e la buona padronanza di alcune soluzioni regalano al lettore la sensazione di trovarsi, al termine di ogni episodio, seduto ai piedi del letto di Chimena Palmieri ad ascoltare con interesse il resoconto dei suoi sette sogni con Liga.