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Sex –1

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Kaho è una studentessa delle medie in gita a Okinawa in una torrida estate. Abbandona però presto i compagni di classe per mettersi alla ricerca di Natsu, un vecchio compagno di giochi che si è trasferito sull’isola sei anni prima. Comincia quindi a girovagare per le strade, per nulla intimorita da ciò che la circonda. La base americana sull’isola, infatti, ha in parte stravolto l’essenza originale del luogo, che è diventato un crocevia di etnie e, spesso, illegalità. Ad un certo punto Kaho incrocia lo sguardo di un ragazzo che potrebbe essere Natsu ormai cresciuto e decide di seguirlo. Ma la realtà è diversa: questo ragazzo non è Natsu, ma afferma di conoscerlo e quindi di poter accompagnare Kaho da lui. Tutt’altro che sprovveduta, Kaho decide di seguirlo nuovamente. Yuki – questo il nome del ragazzo misterioso – prende in prestito (o meglio, ruba) un’auto decappottabile e, dopo che Kaho è salita a bordo, comincia a guidare per le grandi vie cittadine. Sembra che nulla possa fermarlo e in effetti non lo ferma neppure il semaforo, che sta per diventare rosso: Yuki accelera e attraversa l’incrocio a folle velocità, schivando parzialmente le auto che stanno transitando. Come è possibile che non abbia neppure rallentato? Si dice che Yuki sia daltonico e quindi il rosso non lo fermi, neppure se si tratta di rosso sangue…

Nel primo volume di questa storia a fumetti, che ricalca il formato celebrativo per il trentesimo anniversario dell’opera (la prima pubblicazione risale al 1988), si entra in contatto con un Giappone che sembra enormemente distante da quello spesso rappresentato: qui infatti non ci sono fiori di ciliegio e occhi grandi, ma un lato più “sporco” della società nipponica, con bulli, dirigenti corrotti e una yakuza priva di qualsiasi regola d’onore. E la durezza del mondo riproposto si rispecchia anche nei disegni, molto puliti (spesso lo sfondo è completamente bianco), resi con tratti precisi e spigolosi. Questa scelta stilistica si conferma ideale per la costruzione delle scene, che si susseguono come in un film, al contempo statiche e piene di dinamismo. Capita infatti di scorrere diverse pagine consecutive composte unicamente da immagini accompagnate da sparuti dialoghi, ma rese in modo così reale e realistico che non si riescono a staccare gli occhi dalla narrazione, in attesa di scoprire cosa c’è in agguato dietro l’angolo. Fuori dai canoni tradizionali sono anche i personaggi, con una giovane protagonista che sembra attraversare la vita senza paura ma anche già delusa dalla realtà e due protagonisti con un fardello difficile da sopportare. Come a volte capita, il tempo non ha scalfito la forza di questa storia, che si conferma, insieme a To-y, l’opera che ha definitivamente sancito il talento del maestro Atsushi Kamijō.