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Sfida a Berté

Sfida a Berté

Lungariva, luglio. Il vicequestore aggiunto Gigi Berté è parecchio arrabbiato. L’incanto della cena che lui e Marzia stanno gustando al ristorante di Olivia Olivari, La Bouganville, si è spento così come le candele profumate che fino a un attimo prima bruciavano nel giardino e profumavano l’aria. Ora, nell’aria appunto, aleggia solo un annuncio di morte, lo stesso che Berté vede negli occhi verdi di Marzia. L’uomo si rigira tra le mani quel messaggio che la sua donna, che cura un blog dal titolo La posta del cuore e non gliene ha mai parlato - ecco il motivo principale del suo fastidio - ha trovato nella cassetta delle lettere, recapitato con tutta probabilità a mano, dal momento che la busta non reca alcun timbro postale. Cinque righe scritte a macchina recitano che chi ha inviato quel messaggio ha intenzione di uccidere. Aggiunge che lo avrebbe dovuto fare già da anni e lascia intendere, tra le righe, due particolari importanti: ha già ucciso e pare conoscere bene la curatrice del blog. La mente di Berté continua a macinare ipotesi: potrebbe trattarsi di un mitomane, ma allora non si spiega perché indirizzare il messaggio a Marzia e non direttamente al Commissariato. Inoltre, ciò che lo preoccupa maggiormente è il fatto che nessuno - neppure lui, ma è meglio non pensarci - sa che dietro La posta del cuore c’è Marzia. Berté teme quindi che uno squilibrato abbia fatto della sua donna il proprio bersaglio e non sa se mettere in guardia Marzia o se attendere che la situazione si chiarisca, per non spaventarla inutilmente. Olivia Olivari si avvicina al loro tavolo e riscuote il vicequestore dai suoi pensieri. Quarant’anni o poco più, altezza media, capelli scuri portati con un taglio alla francese e occhi castani, la donna, fasciata in un grembiule nero che non nasconde un seno di notevoli dimensioni, probabilmente non un regalo di madre natura, abbassa la mascherina e, sorridendo ai due, ci tiene a sottolineare che il dessert è una sua creazione e desidera avere il giudizio di un’esperta. Eh, sì, perché anche Marzia, nel suo piccolo, si occupa di ristorazione, in quanto proprietaria della pensione Aurora. E proprio sulla pensione la Olivari ha messo gli occhi addosso e ha già presentato a Marzia un’offerta per l’acquisto...

Ennesimo centro per Elena e Michela Martignoni, le due scrittrici milanesi che si nascondono dietro il nome de plume che da oltre un decennio racconta le vicende di Gigi Berté, vicequestore aggiunto - taglia abbondante e capelli brizzolati raccolti in una lunga coda di cavallo - con una passione segreta per la scrittura e animato da un profondo senso della giustizia, messo tuttavia in discussione nel corso di un’indagine che si rivela complessa e si insinua anche nel suo privato, scardinandone le certezze. Sì, perché questa volta il poliziotto di sangue calabro che guida il commissariato di una piccola località della Riviera Ligure deve vedersela con una mente arguta che, attraverso la sua compagna Marzia, pare sfidare proprio lui e le sue intuizioni. Tre biglietti indirizzati alla compagna di Berté, colpevole di tenere un blog dedicato alla Posta del cuore di cui non ha mai fatto parola al vicequestore, e recapitati alla pensione di cui la donna è proprietaria, sono seguiti da altrettanti omicidi annunciati, eseguiti con la stessa precisa dinamica: un colpo di fucile in testa. Tre vittime che non si conoscevano, tre diversi stili di vita e apparentemente nessun elemento comune, ad eccezione dei tre vedovi disperati rimasti, che faticano tuttavia a raccontare con trasparenza il passato dei loro compagni. E sarà, invece, proprio nel passato che Berté dovrà andare a scavare, per tirare fuori il marcio dietro al quale si nasconde un desiderio di vendetta covato a lungo. Scoprirà così che, a volte, chi forgia il proprio successo e la propria fortuna sull’infelicità altrui deve temere gli agguati di un destino sempre pronto a pareggiare i conti, a volte in maniera decisamente singolare. Un’indagine complessa, ricca di colpi di scena, che racconta fino a quale punto possa spingersi una mente accecata dalla sete di vendetta; una narrazione perfetta, intensa al punto giusto, carica di ritmo e tensione. Un intreccio che si mostra all’altezza dei precedenti romanzi. Una lettura da gustare pagina dopo pagina.