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Shimaguni - Atlante narrato delle isole del Giappone

Shimaguni - Atlante narrato delle isole del Giappone

Il Giappone è un Paese arcipelago: sono più di quattordicimila, infatti, le isole che lo compongono, dalle maggiori e più note Hokkaidō, Honshū, Shikoku e Kyūshū a quelle più piccole e a volte inaccessibili. Si dispongono, formando una sorta di mezza luna, dai mari subartici a quelli subtropicali: proprio questa distribuzione fa sì che siano caratterizzate da climi ed ecosistemi molto diversi fra loro. Si passa infatti dall’isola di Esanbe Hanakita Kojima, ormai sprofondata nelle acque gelide del mare di Ochotsk, a quella di Haterumajima, nella prefettura di Okinawa, da cui è possibile vedere la Croce del Sud. A Est si incontra l’isola vulcanica di Minami Iōtō, visitabile solo da ricercatori autorizzati in quanto area protetta per la conservazione dell’ecosistema, mentre a Ovest l’isola di Fukuejima, con la sua estate calda e afosa. Così come gli ambienti, cambiano anche le tradizioni e gli spiriti di chi li abita, siano essi umani o kami. Per esempio ogni vent’anni il grande santuario shintō di Ise, sull’isola di Shinojima, vive lo shikinen sengū, ovvero un processo di ricostruzione considerato sacro, mentre sull’isola di Iōtō (forse più nota con il nome di Iwo Jima) ci si reca unicamente in occasione di cerimonie commemorative. Sull’isola di Ganryūjima vi sono le statue che immortalano il momento in cui Miyamoto Musashi si prepara ad assestare il colpo fatale a Sasaki Kojirō, che lo decreterà il migliore spadaccino, mentre all’isola di Okinoshima, considerata divina nella sua interezza, possono accedere solo pochi sacerdoti shintō per svolgere rituali sacri...

Atlante narrato, diario di viaggio, racconto spirituale, visioni del reale e dell’irreale: sono molti i sottotitoli che si potrebbero abbinare a questo volume, ma forse nessuno davvero esaustivo. Si tratta di un atlante in quanto riporta le caratteristiche principali (latitudine, longitudine, superficie...) di varie isole minori, accompagnate da grandi illustrazioni dell’artista Uragami Kazuhisa, ma anche di un diario in quanto possiamo seguire il viaggio della protagonista lungo sentieri impervi, mari calmi o agitati, paesi abbandonati, feste tradizionali. È un racconto spirituale non solo perché vengono presentati innumerevoli spazi legati al Buddhismo e allo Shintoismo, ma anche perché le destinazioni vengono prescelte e descritte dagli spiriti della Natura, della Tradizione, della Battaglia, della Devozione e dell’Assenza. Infine sono visioni del reale e dell’irreale perché alcune isole ormai non esistono più oppure non sono visitabili, perché in alcune di esse si percepisce la forza vitale che le attraversa, si incontrano vestigia di ciò che fu un tempo, ci si confonde nella vastità del tempo e della storia. Come se fosse un taccuino sul quale si appuntano gli elementi importanti da ricordare (alla descrizione di ogni isola non sono dedicate più di due pagine), il lettore si sposta senza fatica, quasi sollevato da terra, da un’isola all’altra entrando in risonanza con l’anima della protagonista, ma senza interferire, perché ognuno, viaggiando, abbia la possibilità di perdere se stesso e poi ritrovarsi.