Salta al contenuto principale

Si sta facendo buio

Si sta facendo buio
In un futuro temibilmente prossimo, un uomo attende in coda che gli venga consegnata una razione di pane, proprio “come nella Russia del secolo scorso, quella che a noi sembrava lo scenario catastrofico di una realtà quasi impossibile”: in questa distopia non solo sono “spariti” gli immigrati, ma vige l’obbligo alla “famiglia naturale”… Una donna abbandonata monologa sul declino dei sentimenti e sulle sue conseguenze più tragiche... Un dirimpettaio misterioso si trasforma in ossessione e poi in aguzzino… A distanza di anni un uomo si concede una confessione epistolare dedicata a un burbero amico di scuola, sparito dalla circolazione molto tempo prima: “Non so dove tu ora sia, ma mi piacerebbe poterti dire che i gettoni non esistono più, che le poche cabine sopravvissute vanno solo con schede prepagate, che la tomba di Dante richiama ancora migliaia di turisti. Che la città che hai tanto odiato è un po’ ammaccata ma ancora florida e ricca di storia”…
I trentatré racconti di Si sta facendo buio hanno in comune atmosfere cupe, malinconia e un certo citazionismo d’ispirazione che domina episodi come L’attesa, un esercizio beckettiano, La metamorfosi, parodia kafkiana forse un po’ troppo esplicitata, o il pirandelliano Il gioco della realtà, le cui riflessioni sul dualismo scenico risultano poco convincenti. Uno dei momenti migliori è All’inferno (la sopraccitata lettera all’amico d’infanzia): grazie a una collocazione geografica, un registro meno desueto e una scrittura drenata, il testo in questione sembra appartenere a un’altra mano. Tutto ciò che è venuto prima, e che verrà dopo, per quanto pulsante di sincera inquietudine, soffre di velleità emulative dei classici della letteratura, spesso indice di una penna ancora da affinare: All’inferno, invece, è una freccia scoccata senza autocompiacimento, che ha con il resto temi e mood ricorrenti (spleen, impotenza, decadenza) ma se ne distacca per efficacia e ritmo. Una nota va spesa per Il profumo della frutta matura, inserito nel 2009 nell’antologia Einaudi Io mi ricordo, raccolta di testimonianze sull’anzianità a cura della Banca della Memoria: “Tacevo solo quando mi raccontavi le tue imprese da eroe contro i fascisti, e allora ero segretamente orgoglioso di te. Il tuo coraggio e la tua saggezza erano il mio rifugio e quelle mani così forti, ora, sono il mio ricordo più caro”. Nel complesso Si sta facendo buio è una raccolta ben calibrata. Tutti i racconti sono coerenti, molto brevi e ben scaglionati. La maggior parte sono godibili, anche se ripropongono troppo spesso la schema “descrizione di mestizia che culmina con evento rivelatore”. La scrittura di Padua non brilla per contemporaneità, il che verrà considerato un pregio per coloro che tutt’oggi leggono preferibilmente Dostoevskij, Kakfa e Poe (anche se Padua ama la Kristof e Tabucchi) ma un difetto per chi cerca autori innovativi. Padua è però uno scrittore apprezzato dal suo pubblico (il suo La luce blu delle margherite, per Fernandel, vincitore del Premio Opera Prima Città di Ravenna, è andato in ristampa) e ispirato da un immaginario solido.