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Si torna sempre dove si è stati male

Si torna sempre dove si è stati male

Micia è una gattina super-sensibile, con un grande talento per il pianoforte e una padroncina che la loda molto per i suoi sforzi con lo strumento e la ricompensa con i croccantini, anche se tra le due non c’è una vera comunicazione. Ma Micia è anche una bambina e poi ragazzina che va a scuola e sperimenta le prime difficoltà relazionali, prima con le amiche, poi con il sesso maschile. Dalle amiche si sente incompresa: non capisce perché la invitino con loro in cortile a giocare a fare i duetti musicali e poi lei passi le ore a casa a pensare alla canzone da scrivere, mentre loro il giorno dopo si sono già scordate di tutto. Con i maschi non va meglio: il desiderio che Micia sente in sé fin da bambina ci mette anni ad orientarsi verso una relazione e le sue esperienze con i ragazzi sembrano tutte tragiche, a cominciare dal primo rapporto con John “Colonna” Panini, un ragazzo più grande di tre anni, conosciuto su internet e che l’aveva delusa fin dalla prima esperienza…

Il libro è strutturato come un diario a fumetti, in cui la protagonista si racconta con uno stile narrativo che alterna momenti di ironia a scene più intime e riflessive. Le relazioni descritte non sono episodiche avventure isolate, ma tasselli di un percorso personale più ampio, in cui Micia cerca costantemente di comprendere sé stessa attraverso gli altri. I riferimenti a generi letterari e cinematografici (dallo sci-fi al western) diventano metafore visive della sua interiorità, trasformando ogni rapporto in un “mondo” a sé stante. La protagonista è disegnata con un tratto che sa essere al tempo stesso semplice e incisivo, capace di dare spazio tanto alle gag ironiche quanto alle sequenze più malinconiche. La dimensione visiva e testuale si intreccia per restituire una narrazione autentica e generazionale, che parla di aspettative, rifiuti e del bisogno universale di sentirsi visti e compresi. La storia non offre risposte definitive, ma costruisce un mosaico di esperienze sentimentali che risultano al tempo stesso personali e riconoscibili, rendendo il libro un ritratto di relazioni e di ricerca di sé in equilibrio tra ironia e introspezione.