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Silenzio e tempesta

Silenzio e tempesta

“La campagna è chiara, il pergolato scuro. / Tu parli piano e un miracolo è imminente. / La mia fede dispone ogni tua parola / come sacra icona sul viottolo silente”: amore come una liturgia, un’indole sacra che lega i due amanti, si direbbe nella buona e nella cattiva sorte poiché “Solleviamo silenzio e tempesta / e questi ci formano entrambi. / Tu – come seta il silenzio ti veste. / Io – fatto torre dalle tempeste. Si è di fronte ad una figura femminile che pare avere quasi una forza divina, a cui il poeta si rivolge con deferenza e fiducia: “Mia Alta-Misura, mostrami ancora/qual è il tuo cammino”. Non solo amore così adorato, profferito, ma anche amore dei sensi (“Niente è sicuro, / se non i tuoi seni protesi”; “L’uno all’altra ci dovremmo adagiare / - petali stretti intorno allo stame – “; “Senza ch’io vegli e posi / parole, quasi palpebre distese / sui tuoi seni, sulle membra / e sulla bocca, piano”). L’amore qui è un tuttotondo che dall’immanente passa al trascendente, non solo l’amore verso un essere umano ma anche l’amore per Dio: “Da te provengo, oscurità: / ti amo più della fiamma che dà / confine al mondo”, “Ti percepisco. Dal bordo dei miei sensi, / esitante, come tra molte isole procedi”...

Un’ennesima raccolta delle poesie d’amore del poeta e scrittore boemo Rainer Maria Rilke (ne ricordo una dell’editore Passigli), messa insieme da Raffaela Fazio che si è anche occupata della traduzione e alla quale si deve riconoscere il merito di una prefazione chiara, precisa e funzionale alla comprensione di una personalità poetica complessa e composita come è quella di Rilke. Non un compito facile tradurne le poesie, soprattutto quelle mutuate da Dir zur Feier (dedicate a Lou Andreas-Salomé) che hanno una costruzione rimica, sono dense di assonanze ed estremamente curate dal punto di vista musicale; per forza di cose la trasposizione in italiano perde molto ma il testo a fronte è essenziale non solo per vedere le ricchezze linguistiche e metriche originali ma anche per apprezzare lo sforzo della traduttrice. Unico neo: la traduzione di Fazio fa perdere un po’ del lirismo rilkiano, elemento importante per vedere l’evoluzione/trasformazione stilistica nel corso degli anni. La raccolta qui presentata dall’editore milanese Marco Saya ha un andamento cronologico ed è suddivisa per le sillogi originali a cui appartengono. Si è già detto di Dir zur Feier, a cui seguono Das Stunden-Buch (Libro delle ore), Das Buch der Bilder (Libro delle immagini), Neue Gedichte (Poesie nuove), Der neuen Gedichte anderer Teil, e alcuni testi pubblicati dopo la morte del poeta. Se le prime poesie che si incontrano nella lettura sono, come già detto, caratterizzate da un lirismo eco del Romanticismo, da una grande ricerca musicale e quindi esteticamente curate, le successive risentono del cambiamento dello sguardo con cui il poeta affronta il mondo: meno liriche, non presentano termini ricercati, non conta più l’aspetto estetico, ma hanno una grande ricchezza di dettagli, perché Rilke considera la minuziosa osservazione del contesto elemento fondamentale per arrivare all’essenza delle cose, anche se per questo occorre vivere nel disagio e nel dolore; gli oggetti o Das Ding (La cosa), e per oggetti si intendono anche elementi astratti, si rivestono delle nostre esperienze e hanno un senso solo nel momento in cui esprimono un significato per noi e, in questo modo, Rilke supera la concezione positivista, avvicinandosi alla filosofia di Schopenhauer e Nietzsche. Neue Gedichte e la raccolta seguente ne sono l’esempio. Sotto la campana delle poesie d’amore vengono comprese anche le liriche religiose del Libro delle ore, in cui si affaccia l’afflato spirituale che non verrà più abbandonato. Cresciuto in una famiglia cattolica, Rilke abbandona il cattolicesimo per avvicinarsi a Dio in un modo più personale, a tu per tu diremo. Non suoni straniante la presenza di poesie dedicate a Dio in questa raccolta, giacché per il poeta boemo sia l’amore per Dio sia per un essere umano si risolvono in un desiderio che non si acquieta, un desiderio che è continua ricerca, soprattutto interiore. Come ha scritto Marina Cvetaeva, la poesia di Rilke è “una topografia dell’anima”.