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Sindbad il marinaio

Sindbad il marinaio

Il giovane facchino Hindabad vive e lavora nella bella città di Bagdad mentre a regnare è il califfo Aaroun Alrachid (766 – 809 d. C.). In una cocente mattina, sfiancato dal peso della merce e dal caldo, si riposa vicino a una sfarzosa dimora, all’imbocco di un sentiero e mentre rimugina sulla propria disgraziata vita percepisce l’aroma dei cibi che vengono serviti, vede i domestici vestiti di abiti raffinati e adorni di gioielli e ne è colpito. Lui che nulla possiede e deve nutrirsi di una focaccia d’orzo si lamenta a gran voce dell’ingiustizia che lo separa da chi probabilmente vive nell’ozio, ricco e con abbondanza di cibi, senza avere mai lavorato. Uno dei servi gli va vicino e lo invita a entrare nella dimora. Lo conduce in un’ampia sala, con tavoli imbanditi e ospiti eleganti, al posto d’onore siede un uomo maestoso e dall’aria amabile, al punto che il timoroso Hindabad lo saluta in modo solenne. L’uomo gli offre cibo e bevande e gli domanda di ripetere i versi che declamava all’esterno. Il facchino è in imbarazzo, in verità non era poesia quella che scaturiva dalla sua bocca, ma una lamentela. Chiarito il malinteso, l’ospite di casa si presenta. È Sindbad il marinaio, la sua vita è stata dura e ha sofferto la miseria, ma grazie alle incredibili avventure che ha affrontato è riuscito a mutare la propria sorte e arricchirsi. Sono ben sette gli incredibili viaggi intrapresi. Il primo ha avuto inizio nel golfo di Bassora, dopo avere dilapidato la propria eredità, Sindbad è stato costretto a vendere i beni rimasti per potersi imbarcare e tentare di fare fortuna con imprese commerciali. Portati a termine alcuni affari la sua nave approda su un’isola misteriosa...

La figura leggendaria di Sinbad (così è noto il nome ai più) è entrata da tempo nell’immaginario collettivo. L’audace marinaio che viaggia per i sette mari a caccia di tesori favolosi è conosciuto anche da chi non ha letto l’opera Le mille e una notte, che raccoglie le sue avventure oltre a quelle di altri favolosi personaggi dell’antico Oriente. Quella presentata in questo volume è la traduzione italiana della versione francese risalente al 1701 scritta da François Pétis de la Croix (sulla base del manoscritto di un copista, Aslan figlio di Fathallah, anno 1672), che la realizzò più o meno contemporaneamente a quella di Antoine Galland che tradusse le Notti tra il 1701 e il 1717. De la Croix è stato il traduttore della versione turca de I Mille e un giorno ed è stato interprete, lettore e professore ordinario del re in lingua araba presso il Collège Royal di Francia. Viaggiò in tenera età in Siria, Persia e Turchia, imparando l’arabo, il farsi e il turco. La scoperta di questa traduzione dei viaggi di Sindbad nella biblioteca di Monaco di Baviera ha emozionato gli studiosi orientalisti. Il volume edito da Marietti presenta l’introduzione critica di Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph, esperti in studi islamici, che analizzano le caratteristiche dell’opera. A Sinbad il marinaio sono state dedicate trasposizioni cinematografiche (da Sinbad il marinaio del 1947 a Sinbad of the seven seas del 1989 con Lou Ferrigno), cartoni animati (un film della DreamWorks nel 2003 e della Dynit nel 2018) e andando a ritroso nel tempo un musical messo in scena a Chicago nel 1891, uno a Broadway nel 1918, fino alla produzione internazionale originale proposta con una serie di spettacoli in Malaysia nel 2014. Nel 2019 il regista Frank Coraci ha accettato di dirigere il live action ispirato al film animato del 2003 (tra gli sceneggiatori figura anche Andrew Cosby che ha collaborato al reboot di Hellboy). Non si conosce una data d’uscita – i soliti ritardi dovuti alla pandemia –, ma qualche sopralluogo in Portogallo per uno dei set è stato fatto. Insomma, di Sinbad, o Sindbad, non si finirà mai di sognare le avventure.