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Sinfonia infernale

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Milano. Negozio di dischi. Alternative rock, indie rock e via dicendo. Un negozio di dischi di quelli che c’erano una volta, in tutte le nostre vecchie città, coi poster sulle pareti, pubblicità dei concerti, clienti spesso stranissimi e commessi che ne capivano parecchio. Uno di quei negozi di cinquant’anni fa, superstite. Siamo là dentro e... fuori, per strada, sembra faccia buio. C’è un ragazzo che si sta studiando tutti i vinili, scartabellandoli uno per uno; Robert Johnson, Richard Benson, David Bowie... e mentre scartabella, tutto tranquillo, si vede uno, alle sue spalle, uno che ha rimediato un vecchio disco dei Rolling Stones e se ne sta andando in cassa, ovviamente allegro. Comunque: a un certo punto, in mezzo a quella sfilza di vecchi album imperdibili, il ragazzo pizzica un oggetto non identificato. C’è scritta su una cosa tipo “Helse Symphonie” e in copertina c’è un disegno che richiama vagamente una delle vecchie creazioni del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. Il negoziante non sa spiegare bene manco lui cosa sia, quel disco. “Mah, me l’ha rifilato un vecchio collezionista olandese... qui dice solo che è l’esecuzione ‘fedele’ di uno spartito disegnato in uno degli inferni di Bosch, vai a sapere...”. Sul retro, invece? Sul retro si vede la foto del musicista (o magari di uno solo dei musicisti, tipo il frontman, difficile dire...). Non c’è traccia della data di uscita, nessun nome, niente altro. E come potrà mai essere questo disco, chiede il ragazzetto. “Bah, probabilmente una merda”, risponde il negoziante. Ma dai. “Lo prendo!”. Stacco. Siamo a casa del ragazzotto. C’è il cane che lo aspetta, sulla porta. “Guarda che ho trovato!”, ghigna, tutto contento, mostrando il suo nuovo vinile, quel vinile olandese bizzarro e introvabile. Il cane fiuta e ringhia. “Come sei conservatore. Diamogli almeno una possibilità. Non sarà Otis Redding, ma magari...”. E invece. Strani e sinistri suoni. Cigolii. Trapani. Il cane diventa nervosissimo. “Sai, mi sa che c’avevi ragione...”. E giù un morso. Un morso e tutta una serie di abbaiate furiose. “Cane nevrotico!”, sbotta il ragazzetto, divincolandosi, mentre va subito a cercare cerotti e acqua ossigenata in giro per casa. E niente, tempo di andare in bagno, alzare la testa, guardarsi allo specchio e... oh. Cos’è quella creatura assurda, improbabile e aggressiva che lo sta fissando? Eh? Guardala! In testa ha un imbuto al rovescio e il muso è quello di un gallo, un gallo con qualche dente ingiallito e un becco a forma di tenaglia, e... oh, e ora che vuole ancora quel pazzo di un cane? Cane? Oh no, niente cane, ma quale cane, niente più è come doveva essere, e chi altro c’è là dentro...oh, forse basta fermare la musica per far sparire tutti quei mostri, e allora magari si possono fare degli esperimenti, per strada tipo, qui a Milano, e...

Forse uno dei più bizzarri, rutilanti e deliranti omaggi apparsi a Bosch, almeno negli ultimi cento anni, qui in Italia: un fumetto a colori, di stupefacente inventiva e limpida e corrosiva satira sociale, con tanto di inatteso e gustoso ottavino centrale, omaggio complessissimo e ambizioso al talento fiammingo. L’artista, Hurricane, milanese, classe 1985, è stato chiamato a lavorare a questo progetto in occasione di una mostra milanese, “Sinfonia Infernale – Concerto in Bosch minore”, ospitata dal 5 novembre al 27 novembre 2022 presso WOW Spazio Fumetto a Milano. “Quando mi è stato chiesto di disegnare una storia a fumetti su Hieronymus Bosch non volevo crederci... il pittore di demoni, il nume tutelare del grottesco, il capostipite di tutti i fumettisti underground, quello che più di tutti è riuscito a fondere nella propria opera le mie più grandi passioni: il macabro e il satirico. Da anni studio le sue deformazioni anatomiche”, ha dichiarato Ivan Manuppelli, detto “Hurricane”. “La suggestione – ha continuato Hurricane – è partita da uno spartito rappresentato sul corpo di un dannato nella scena infernale del suo celebre trittico ‘Il Giardino delle Delizie’. Da qui mi è venuta l’idea di un horror sulla percezione di due realtà parallele, volevo disegnare una sorta di ‘Essi Vivono’ in chiave demoniaca e umoristica e ambientata in una ipotetica Milano parallela. E un altro grande aiuto me lo ha dato anche un racconto, Il maestro del Giudizio universale, scritto da Dino Buzzati e dedicato proprio al pittore fiammingo”. E questo è quanto, in merito alle muse ispiratrici. Nell’introduzione, Luigi F. Bona, direttore di WOW, Museo del Fumetto di Milano, dice che ha pensato che Hurricane fosse perfetto per un libro del genere quando ha notato che, in uno dei suoi lavori precedenti, “i confortanti prodotti IKEA erano disegnati come mostruosi strumenti di dominio e di tortura”: e quindi a quel punto Hurricane poteva restituirci tutto il resto della nostra quotidianità così come gli appariva, e come forse sta cominciando ad apparire anche ad altri. In salsa Bosch. Una buona intuizione davvero. Veniamo ai titoli di coda. Testi, disegni, colori e demoni sono opera di Hurricane. Aiuto colore, Marie Cécile, Fra Kanzi, Valerio Salinitro. Musiche di Angelo Astore. Cene di Sarah De Angelis. Cene, sì. Last but not least: tra gli altri lavori di Hurricane annoveriamo la serie satirica “I Sopravvissuti”, pubblicata regolarmente sul “Manifesto”. Vale la pena ricordare che, negli anni, ha collaborato con le riviste “Frigidaire”, “Il Male di Vauro e Vincino”, “Linus”, “Splatter”, “Mineshaft” e con l’apprezzata rivista americana “MAD”.