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Sior Todero brontolon - Le baruffe chiozzotte - Una delle ultime sere di Carnevale

Sior Todero brontolon - Le baruffe chiozzotte - Una delle ultime sere di Carnevale

Marcolina ha finalmente raggiunto un accordo con la signora Fortunata in quanto alla possibilità di organizzare il matrimonio tra la sua dolce figlia Zanetta e il signor Meneghetto, un partito invidiabile in virtù della sua onorata famiglia e per le sue maniere da galantuomo. Anche i due giovani al primo incontro sembrano piacersi molto. Adesso rimane solo un intoppo, il nonno della ragazza, un ricco mercante di nome Todero padrone e signore della casa, che ritiene di poter decidere il destino dei suoi poveri familiari semplicemente perché si nutrono sotto il suo tetto. Il figlio del vecchio brontolone, Pellegrino che è anche il padre di Zanetta, non è in grado di contrastarlo e Marcolina è davvero molto in ansia, cosa penserà dell’unione tra sua nipote e il signor Meneghetto? Avrà forse preso altre decisioni per lei?... La scena si svolge nel paese di Chioggia. Le mogli e le sorelle di due pescatori che non fanno ritorno da sei mesi stanno chiacchierando, ma punzecchiarsi per le donne è inevitabile e ben presto dalle semplici battute si passa a riscaldare pericolosamente gli animi. Tra le litiganti fa la sua comparsa un battelliere, un certo Toffolo detto Marmottina che vuole gettare benzina sul fuoco, fino a quando la concordia sembra ritornata nel gruppo delle comari, che si dirige di buona lena ad accogliere l'arrivo al porto dei suoi uomini. Ma al ricongiungimento riemergono i rancori da poco sopiti: le malignità sulle presunte gentilezze rivolte a Marmottina, che viene considerato un uomo assai leggero, si sprecano sia da una parte che dall’altra, mettendo in pericolo le promesse di matrimonio tra i fratelli e le sorelle dei due capifamiglia... Il signor Zamaria Testor, proprietario di un’attività artigianale per la produzione della stoffa, ha pensato di invitare dipendenti e amici di martedì grasso per dimostrare loro la sua stima e generosità, ma non immagina che la figlia Domenica è da tempo innamorata del signor Angioletto, il disegnatore di abiti del padre. È proprio mentre gli invitati attendono di consumare la cena, che la giovane viene a sapere che il suo amato ha intenzione di fare un lungo soggiorno in Russia per testare il mercato dell’Europa Orientale, decisione che potrebbe mettere a dura prova il loro amore. Lei si dispera, ma Angioletto trova la soluzione al dilemma: la ragazza lo seguirà nel suo viaggio, adesso si deve riuscire a convincere Zamaria Testor a farla partire, ma non è affatto facile...

Queste tre commedie di Goldoni, all’apparenza tanto diverse per tematiche affrontate e condizioni sociali, meritano di essere raccolte in un unico volume perché accomunate in realtà da aspetti convergenti. Torna il costante interesse dell’autore per l'analisi della natura umana, ma in questi casi vista nel ricorrente bisogno che angosciava anziani e giovani di trovare a questi ultimi un coniuge adatto. Sia tra le famiglie benestanti della borghesia che tra i poveri pescatori di Chioggia non era facile raggiungere un accordo definitivo, eppure persino chi era rimasto vedovo non nascondeva il desiderio di risposarsi. E anche se le reazioni di ribellione e incertezza di uomini e donne si manifestavano con modi diversi a causa dei vari livelli di istruzione e civiltà, i sentimenti erano per l'appunto simili. I giovani volevano coronare il loro sogno d'amore, al di là del vantaggio economico che era invece la ragione che muoveva le scelte di genitori e persino nonni nel caso del tanto odiato Todero. Al tema del matrimonio Goldoni va accomunando una riflessione sulla presunzione del popolo: ognuno voleva prevalere persino su chi lo sovrastava e a maggior ragione su chi gli era sottoposto, per dimostrare di essere più furbo e intelligente e tale condizione, almeno fino a quando qualcuno finalmente chinava la testa, rendeva infelici le persone. È questo l'insegnamento più prezioso che vuole lasciare l'autore al suo pubblico: se nella contrattazione per il futuro matrimonio non ci sarà la volontà delle parti di lasciar perdere il proprio orgoglio non si risolverà niente. Da questo punto di vista appare di non poco interesse il personaggio del Commendatore inviato a dirimere le dispute dei chiozzotti, che cerca proprio di fare di tutto per creare la concordia tra le due parti. Questi concetti vengono comunicati dall'autore attraverso scene dove agiscono personaggi stereotipati che possono essere, come sempre accade in Goldoni, rimandati alle tipologie della società settecentesca: il vecchio brontolone e dispotico in Todero e il figlio che teme il padre in Pellegrino, i giovani onesti e sinceri in Zanetta e Meneghetto, il padre talmente legato alla figlia da non capire di limitare ogni sua libertà in Zamaria Testor. Per quanto interessa il personaggio di Angioletto, non fu un segreto quando al tempo Goldoni mise in scena la sua commedia a Venezia che dietro il disegnatore voleva alludere a sé stesso, perché come lui anche il commediografo stava per partire Oltralpe e già aveva il presentimento che non avrebbe più potuto fare ritorno. Il pubblico comprese questa allusione e alla fine dell'opera lo salutò in modo estremamente caloroso. Un'ultima menzione la merita la scelta del dialetto veneziano allo scopo di accentuare il realismo.