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Snakehunter

snakehunter

Dopo la morte del padre, caduto sulle spiagge francesi durante la Seconda Guerra Mondiale e di cui porta lo stesso nome, Speer Whitfield deve trasferirsi dalla zia Erica nel West Virginia insieme alla madre Mary Jane, bella come Lauren Bacall, e alla sorella Cynthia, affetta da un cancro che le ha sfigurato il volto. Zia Erica, che afferma orgogliosamente di essere la donna più pratica del mondo e in fondo potrebbe anche esserlo, se non fosse per la sua bizzarra collezione di diciassette lapidi, è un personaggio vulcanico e molto energico, che detiene “le chiavi del potere matriarcale e femminile” della città di Century, un piccolo borgo che ha conosciuto una notevole espansione grazie al boom delle miniere di carbone. Insieme a lei vivono anche la cugina Catherine, una donna “meravigliosa e pazza”, bibliotecaria del locale liceo molto dedita ai piaceri dell’alcool, e il nonno, il quale però preferisce trascorrere il suo tempo in una vecchia roulotte nel retro della casa, in modo da proteggere la sua privacy e stare lontano da tutto quel chiacchiericcio femminile. A completare il clan ci sono anche zio Charlie, il fratello maggiore della mamma di Speer, insieme alla moglie Hilda e al figlio Henry, tutti quanti alloggiati in un’altra casa di proprietà di zia Erica, proprio al di là della strada. Speer adora stare in compagnia di zia Catherine e del nonno mentre detesta con tutto il cuore la stupida e grassa zia Hilda e lo spregevole cugino Henry, di cui deve subire le angherie. Così, in questa alternanza tra i giochi in compagnia della sorella, i racconti del nonno e della zia e gli espedienti per sottrarsi alle prepotenze dei bulli, l’infanzia di Speer fa il suo corso…

Snakehunter è il romanzo di esordio di Chuck Kinder, figura di culto all’interno della narrativa statunitense non solo in virtù delle sue opere ma anche per la sua attività di insegnante di scrittura, che gli ha permesso di fungere da mentore per un’intera generazione di autori. Grande amico di Raymond Carver, che mise anche al centro del suo romanzo Lune di miele, Kinder ha tra le altre cose ispirato il personaggio principale del film Wonder Boys, tratto dall’omonimo libro di Michael Chabon, che fu suo allievo all’Università di Pittsburgh. In questa opera d’esordio Kinder ci offre un ritratto dell’America rurale degli anni Quaranta in un’alternanza di episodi lirici e comici che salta avanti e indietro nel tempo mescolando in modo sapiente commozione e umorismo, tragedia e leggerezza. Il risultato è un romanzo di formazione in grado di regalarci una galleria di personaggi indimenticabili e di farci partecipi del paesaggio del Midwest visto con gli occhi di un ragazzino impegnato a trovare un modo di convivere con le sue personalissime ossessioni e con i traumi e le gioie di una vita familiare complessa e alquanto agitata. Un libro che mostra tutto il talento di un autore di ventisette anni già perfettamente in grado di calibrare il ritmo della narrazione e di consegnarci ritratti vivi e palpitanti di un mondo semplice, ma al tempo stesso dotato di una sua poetica grandiosità.