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Soffia una brezza

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Nella casa di riposo per anziani Antonio resta sempre chiuso nella sua stanza: apatico, spento, fissa solo le sue scarpe consunte come il suo corpo. Niente attira più la sua attenzione. Maria, sua sorella, lo va a trovare abitualmente, è preoccupata dell’abulia del fratello, ogni volta che gli chiede “Cos’hai?” ma Antonio risponde che non ha voglia di niente, la manda via e si sdraia sul letto come per dormire. Per Antonio i giorni trascorrono nell’indifferenza e nel silenzio, interrotto solo dai passi della sorella. Non ha più desideri, non ha più sogni, è inerte e insensibile a quello che lo circonda, indifferente agli altri residenti. “Come un mare piatto, nessun alito di vento” che possa svegliare la sua anima assopita. L’amore per Antonio suggerisce a Maria un gesto tale da riempire di sole la stanza del fratello anche in quel tardo pomeriggio di novembre. Lo sguardo di Antonio si riaccende, il passo accelera. Nella camera del fratello Maria ha fatto portare un bellissimo pianoforte a coda che riempie la stanza. Antonio allunga le mani tremanti verso la tastiera d’avorio, mani che si muovono risolute, danzano, intanto che la mente recupera antichi repertori. Non sembra più la stessa persona, i suoni acuti e gravi hanno il potere di trasportare ricordi, di riaccendere quella mente sopita, è ancora capace di suonare, è ancora capace di provare e comunicare emozioni. Il suo corpo usurato funziona ancora. Sorride mentre muove i piedi sui pedali e le mani si ricorrono sui tasti. A Maria che gli chiede come sta risponde che…

Soffia una brezza è un racconto breve di Chiara Sallemi illustrato da Ernesto Anderle per raccontare quanto la musica possa essere il vento gentile che porta il cambiamento, che salva dalla depressione di chi si ritrova senza più alcuna aspettativa. Pochissime parole, essenziali, per suggerire temi grandi. La solitudine, che spesso è legata alla vecchiaia, il periodo della vita in cui “scompaiono” le persone con cui si sono condivise esperienze, non solo per morte naturale, ma anche perché mutano le situazioni di vita e si è, più o meno, costretti a prendere decisioni dolorose. La necessità di attenzione e amore verso l’altro, l’importanza della memoria che custodisce ricordi, ma anche abilità, Il bisogno di uno scopo, l’esigenza di sentirsi ancora in grado di fare per essere. I disegni, in questo libro, non si limitano a “illustrare la storia”; sono parte essenziale del testo, sono le immagini del mondo interiore del protagonista. Anderle utilizza strati leggeri di tinta, quasi acquarelli, o dense macchie di colore per trasmettere le ombre e le luci dell’anima e l’arrivo della musica nell’interiorità silente di Antonio. Un libro realizzato da persone che amano la musica, che sanno per esperienza il potere curativo che possiede, quanto riesca a consolare e a dare forza, quando “soffia” nei cuori melodie che svegliano e risvegliano, chi suona, ma anche chi ascolta.