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Sofonisba alla corte del re – Intrigo spagnolo

Sofonisba alla corte del re – Intrigo spagnolo

Il vento di Levante soffia leggero la notte di venerdì 30 ottobre 1559, e la caracca con a bordo le due italiane che si sono imbarcate a Genova per raggiungere la Spagna, beccheggia lievemente. Come ogni sera, durante la cena, le due donne — la famosa pittrice cremonese Sofonisba Anguissola e sua sorella Lucia — vengono intrattenute dal capitano Olivares e dal primo ufficiale, il signor De Ferrari, con storie marinare di pericolosi pirati. Sofonisba, che ha ritratto nobili personaggi e ha conosciuto grandi artisti come Michelangelo Buonarroti, è stata invitata dal re Filippo II come dama di compagnia della futura moglie, Elisabetta di Valois, figlia di Caterina de’ Medici: vista la giovane età della sposa, è convinto che si trovi più a suo agio con una persona che parla una lingua a lei familiare e che possa insegnarle l’arte della pittura. Giunte sulla terra ferma, lungo la strada che da Barcellona le conduce a Guadalajara — dove avverranno le nozze — hanno modo di salvare da un brigante che voleva violentarla, Isabel Osorio, dama di compagnia di Juana, ovvero la sorella minore di re Felipe, amante di quest’ultimo e fonte inesauribile di informazioni. È solo la prima delle traversie che attendono la Anguissola, che vivrà per un certo periodo a Toledo, capitale imperiale, e poi a Madrid, il luogo ideale, secondo il sovrano, per fondare la nuova capitale. Verrà inviata, per motivi diplomatici, nelle Fiandre, dove la sorella di Filippo, Margherita, reggente dei Paesi Bassi, vive un momento di grande confusione e di tensione fra cattolici e calvinisti, che sfocerà nel sangue. Sofonisba sa destreggiarsi con equilibrio e misura fra mille pericoli, losche trame, la sete di potere di ostili nemici e la perdita di preziosi affetti. E quando, secondo gli accordi stabiliti, le viene trovato un marito — Fabrizio Moncada, un siciliano più giovane di lei, figlio cadetto di una famiglia altolocata — accetterà di buon grado il matrimonio e lascerà la Spagna, non prima, però, di aver terminato i ritratti in sospeso e quelli delle figlie di Elisabetta e della regina Anna: “Forse è davvero il caso che io lasci non solo questo studiolo, ma anche questa corte con tutti i suoi sporchi intrighi e le sue guerre, che mi allontani da questo re dal carattere cupo, che ha fatto della religione la sua terribile arma, che mi distanzi dai tanti dolori provati e anche dalle gioie che ormai sono sempre di meno, a parte il mio riconoscimento come donna artista”…

Dopo aver raccontato, con uno stile elegante e ricco di dettagli, nel primo volume a lei dedicato, la “turbinosa giovinezza” della cremonese Sofonisba Anguissola, la trilogia di Luciana Benotto prosegue con il periodo in cui la famosa artista italiana — la prima donna pittrice a raggiungere una fama internazionale — viene chiamata alla corte di Filippo II, il sovrano più potente d’Europa, dal 1559 al 1573. Accanto alle vicende di fantasia e ai personaggi creati dalla Benotto si muovono figure storiche di cui l’autrice delinea le passioni, i vizi, le ambizioni e le crudeltà. Seguendo le vicende personali di Sofonisba, rivive la Spagna di Filippo II, al massimo del suo splendore, politico e culturale, in preda a un fermento artistico che la impose a livello europeo. Ma fu un periodo storico insieme splendido e terribile, di intolleranza, di compromessi e, soprattutto, di contraddizioni. Oltre che su un approfondito lavoro di documentazione, il romanzo si basa su una mole di informazioni e di suggestioni che l’autrice ha potuto raccogliere visitando le mostre dedicate alla protagonista dei suoi romanzi e recandosi, in Italia e all’estero, nei luoghi in cui ha vissuto. L’intento è quello di riprodurre attraverso gli occhi di Sofonisba — e con la sua sensibilità — i paesaggi, le persone e i costumi dell’epoca, cui si aggiungono riflessioni su temi quali il rapporto tra arte e potere, il ruolo della donna e l’influenza che le convenzioni e l’ambiente possono avere su un’artista.