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Sofonisba torna in Italia

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Palermo, mercoledì 16 settembre 1573. Don Fabrizio Moncada, secondogenito del principe di Paternò, attende con impazienza la nave che conduce la moglie dalla Spagna. Giunto al porto — lo sguardo puntato sul ponte del “San Esteban”, un enorme galeone a cinque alberi —, cerca di intravedere i due testimoni alle nozze celebrate per procura a Madrid e, con loro, Sofonisba Anguissola. La ricca pittrice è preceduta da una grande fama e pare sia una donna ancora piacente. Quando, finalmente, si incontrano, l’uomo si accorge che, nonostante i suoi quarantuno anni, è più bella di come gli era parsa dalla miniatura in suo possesso. Dal canto suo, anche Sofonisba non può fare a meno di pensare che il marito che le hanno affibbiato non ha fattezze sgradevoli. A Palermo, ospite di donna Margherita Ajutamicristo, la cremonese ha modo di raccontare alla curiosa padrona di casa come è stata chiamata a corte per diventare una delle dame di compagnia della terza moglie del sovrano Filippo II, di visitare alcuni luoghi particolarmente significativi della città, che suscitano il suo sincero stupore, di assaggiare alcune specialità tipiche siciliane e, la notte prima della partenza per Paternò, di consumare il matrimonio. E davanti alle rimostranze di Don Fabrizio, che ha pensato di sposarsi con una pulzella, Sofonisba risponde che avrebbe dovuto scegliere una quindicenne appena uscita dal convento: se ha accettato di sposare una donna matura è per via della dote e delle pensioni, di cui, con le nozze, è diventato procuratore. Il dubbio che i sentimenti del marito non siano sinceri è lecito, ma il proposito dell’uomo è di riuscire, col tempo, a fugarlo…

Con Sofonisba torna in Italia si conclude la trilogia dedicata da Luciana Benotto alla pittrice Sofonisba Anguissola, artista raffinata della nobiltà cremonese, che ha dato un notevole contributo alla visibilità artistica femminile, aprendo prospettive per una più attiva partecipazione delle donne nell’arte. Una cospicua dote favorisce il suo matrimonio per procura con il nobile siciliano Fabrizio Moncada: nel 1573 Sofonisba torna in Italia per stabilirsi in Sicilia. Poi, dopo la morte precoce del marito, le seconde nozze — questa volta per amore e approvate, in un secondo tempo, dal re di Spagna — con il capitano di lungo corso Orazio Lomellini, conosciuto durante il viaggio di ritorno verso Cremona, gli anni trascorsi a Genova, l’interesse suscitato fra gli artisti, momenti lieti ma anche burrascosi, i tanti traslochi… Una lunga parentesi che si conclude con un altro viaggio per mare e un senso di doloroso distacco: “Lì aveva trascorso trentacinque felici anni della sua esistenza, fatta di passione per Orazio, di affetto per i suoi amici pittori, di riconoscimento della sua arte, di piacevoli incontri con le signore del luogo…”. La nuova fase della sua vita ci riporta in Sicilia, là dove il primo romanzo era iniziato, con la visita del pittore fiammingo Antoon Van Dyck all’anziana collega, che si spegnerà il 6 novembre 1625, alla veneranda età di novantatré anni. Grazie a una vasta documentazione e a un minuzioso lavoro di ricerca, la complessa e lunga biografia dell’Anguissola viene rappresentata in modo vividamente realistico. Un approccio letterario serio ed esaustivo che risulta complementare allo studio di questa artista dal punto di vista della storia dell’arte, e che ci restituisce non solo una donna in carne e ossa, ma anche le sue aspirazioni, i suoi pensieri, le emozioni e i sentimenti più intimi.