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Solitudini

Solitudini

Uno status del XXI secolo è il sottotitolo di questo breve saggio che esplora la solitudine dai suoi aspetti più intimi e individuali fino a quelli sociali e addirittura epocali. L’autrice esordisce con il ricordo di una mitica canzone di Barbara, nota cantante francese del Novecento, dedicata proprio alla solitudine che non dà tregua, ti segue e ti insegue, non ti abbandona, ti rimane accanto. Tanto vale allora farsela amica, la soitudine, riflette Grazia Verasani, indagando quel particolare tipo di solitudine che contraddistingue la vita degli artisti, una sorta di ineludibile “destino dei grandi spiriti”, come la definiva Schopenauer. “Ho sempre pensato”, scrive Verasani, “che certi capolavori letterari nascano da una solitudine inflessibile”. Il saggio prosegue descrivendo i diversi volti della solitudine come sono stati descritti o rivelati attraverso Pavese e Schopenauer, Ovidio e Gianni Celati, Emily Dickinson e Katherine Mansfield, Luigi Pintor e Robert Walser, Cioran e Flaiano che, in un’intervista di poco precedente la sua morte, affermava: “Noi non sappiamo chi siamo, noi siamo dei passeggeri senza bagagli, nasciamo soli e moriamo soli”. Esiste però anche una solitudine perseguita, cercata e non sofferta ed è su questa che si sofferma l’autrice negli ultimi capitoli del saggio, di sapore e spessore autobiografico...

Solitudini di Grazia Verasani è inserito nella collana “Piccola Biblioteca” della casa editrice Oligo, che comprende saggi di noti autori su temi diversi, dall’architettura ai libri, al teatro fino allo snobismo di massa, al rapporto col divino e, appunto, alla solitudine. Il saggio offre al lettore spunti e riflessioni diverse su una condizione umana che nessuno può sentire come completamente estranea o lontana. Privilegiata è in qualche modo la condizione della scrittrice, per cui, se la solitudine è essenziale, essa non è chiusura, ma fattore di immersione nel mondo, nelle vite degli altri, nelle vite immaginate e narrate. In una recente intervista sul magazine “Cinque Colonne”, Verasani ha spiegato quale sia per lei il rapporto fra scrittura e solitudine: “molto stretto, direi inestricabile. Per scrivere occorre isolamento, silenzio, almeno per me. [...]. La magia della scrittura è che nonostante tu sia fisicamente solo nell’atto, nel gesto di scrivere, in realtà sei in compagnia dei tuoi personaggi, delle tue storie, e quindi la solitudine viene meno”. Grazia Verasani vive a Bologna. Ha iniziato a scrivere incentivata da Gianni Celati, Roberto Roversi, Tonino Guerra e Stefano Benni. Ha pubblicato numerosi romanzi di successo (dal suo libro d’esordio Quo vadis baby? Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film), sceneggiature, opere teatrali e musicali.