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Solo per desiderio

Solo per desiderio

Londra, 1851. John Forster, segretario fidato di Charles Dickens ed uomo pragmatico e risoluto, non appena saputa la terribile notizia corre dallo scrittore per avvertirlo di quanto è tristemente accaduto: la piccola Dora, nona figlia di Charles e Catherine, di salute già precaria, è morta. Dickens sta tenendo un discorso, come promesso da molto tempo, al General Theatrical Fund: da sempre si ritiene più un attore che uno scrittore ed il suo amore per il teatro spesso scavalca ogni altro impegno o dovere. Anche in questa occasione, Forster lo aveva pregato prima di uscire di annullare il suo intervento, considerata anche la recente perdita del padre, morto per un intervento ai reni mal riuscito, ma Dickens era stato irremovibile: ed il suo discorso, in effetti, sta calamitando l’attenzione di tutto il pubblico... Nei pressi dell’insediamento di Wybalenna, una bambina sta correndo a perdifiato tra i prati verdi, scalza, con uno sporco grembiulino addosso, cercando di arrivare il prima possibile all’edificio più importante nella zona, la casa del Protettore. La bambina ha sette anni, si chiama Mathinna, secondo la tradizione aborigena, anche se dal Protettore stesso era stata battezzata con il nome Leda. Ha un importante compito: quello di portare il Protettore alla casa di King Romeo, infestata dal Rowra, il demonio...

Richard Flanagan, autore classe 1961 originario della Tasmania, già vincitore del prestigioso Man Booker Prize nel 2014 per il romanzo La strada stretta verso il profondo Nord, intreccia in questo romanzo le vicende personali e private di Charles Dickens a quelle di Sir John Franklin, ufficiale esploratore inglese e governatore della Terra di Van Diemen (oggi Tasmania). Ciò che lega i due uomini, oltre alla moglie dell’esploratore che chiederà a Dickens stesso di riabilitare la fama del marito accusato di cannibalismo (e non è un artificio letterario), è la passione verso ciò che è proibito o ritenuto tale dalla società: il desiderio per la giovane attrice Ellen Ternan da parte di Dickens, che vediamo stremato da un matrimonio oramai senza alcun slancio emotivo, e il bruciante tormento di Franklin nei confronti della selvaggia Mathinna e della sua vivacità, che tanto si contrappone alla concretezza e rigidità della moglie del governatore, dal quale lo stesso si sente manipolato. Senza alcuna giustificazione per i due uomini, e ben interpretando anche il vissuto emotivo delle donne che ne sono al loro fianco, l’autore mette sul tavolo anche un’altra cruciale questione: quanto l’educazione ci frena nei nostri reali sentimenti portandoci ad una vita di falsità? Il continuo tentativo di tenere tutto sotto controllo ed in ordine apparente, non finirà prima o poi per farci commettere azioni davvero selvagge ed al di fuori di ogni moralità? Un romanzo che non si svela troppo ma insinua, ed insinua dubbi anche nel lettore. Leggermente lenta la prima parte, più riuscita la seconda, con una scrittura più fluida ed accattivante.