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Soltanto mia

Soltanto mia

“Eravamo fatti l’uno per l’altra. Ero l’uomo giusto per lei e lei era la donna dei miei sogni”. Gabriele è stato certo di questo sin da subito, da quando Federica si è seduta casualmente davanti a lui in treno, l’estate scorsa. Si conoscevano già, è vero, ma all’epoca erano entrambi sposati (con due stronzi che non li meritavano, ma questa è un’altra storia). Federica in realtà non si è seduta lì casualmente: ha notato Gabriele, l’ha sempre trovato un uomo molto affascinante e ha semplicemente sfoderato le sue armi, desiderosa di ritrovare quell’appeal che credeva sepolto assieme al suo matrimonio fallito. Funziona: Gabriele la cerca, le scrive, inizia un lungo e lusinghiero corteggiamento virtuale e reale, lei torna a sentirsi la sexy ventenne che rimorchiava facile in discoteca. Federica è paga di questa sensazione più viscerale che sentimentale, dei loro incontri così fisici e vitali, di questa leggerezza che ultimamente mancava nel matrimonio con Davide. A Gabriele però questo non basta affatto, vorrebbe Federica accanto a sé ogni giorno, in ogni momento, lei è come un fiume in piena che lo travolge e scorre via, Gabriele si sente preda nelle mani di una cacciatrice esperta. Prova a parlarle, a convincerla che sono fatti per stare assieme, a farle capire che la sua vita non ha senso senza di lei ormai, prova a trattenere quella donna che sta approfittando di lui, del suo corpo, della sua vulnerabilità. Gabriele ci prova davvero, in tutti i modi, con le buone e con le cattive...

Lorenzo Puglisi, avvocato specializzato in diritto di famiglia, ed Elena Giulia Montorsi, psicologa e psicoterapeuta, tornano a collaborare (dopo un “manuale pratico al divorzio” edito nel 2013 per Feltrinelli), cimentandosi in questo caso con la narrativa. A primo impatto viene da dire che, purtroppo, non raccontano nulla di nuovo, talmente si è “assuefatti” a vicende di stalking e di violenza, che quotidianamente si ripetono in modo analogo. Eppure, Soltanto mia offre al lettore la possibilità di entrare a fondo nella dinamica, nella mente, nei pensieri di una e dell’altra parte di quello che nasce come un gioco e finisce come una tragedia. No, non è uno spoiler, Gabriele parla dal carcere fin dalla prima pagina, è subito chiaro che qualcosa di drammatico è avvenuto: ciò che resta sapientemente in sospeso è cosa, nello specifico. Il plauso ai due autori va proprio per la capacità di alternare i due punti di vista, che viaggiano in parallelo perché incomprensibili l’uno all’altro, senza accorgersi della china pericolosissima che stanno fiancheggiando e in cui precipiteranno. Il lettore, che ha davanti i segnali di allarme, si trova ad essere spettatore impotente di una tragedia annunciata. Non è forse questa l’espressione che più spesso si sente in merito a femminicidi o violenze di genere? Cosa rende inevitabile una tragedia, nonostante la si definisca poi annunciata? Perché si pensa sempre di poter porre rimedio in tempo? Lorenzo Puglisi è fondatore di SOS Stalking, cui collabora anche Elena Giulia Montorsi, uno sportello telematico che fornisce assistenza legale e psicologica alle vittime di abusi e persecuzioni.