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Sono esaurita

Sono esaurita

Sasha lavora per Zoose, un’app di viaggi. La conoscono tutti, la usano tutti e tutti la ritengono troppo cool. È nata come una start-up super brillante e Sasha sa che quando racconta in giro di lavorare per loro il commento unanime che si sentirà rivolgere sarà “Figo!”. Ma ha un problema. Un problemino, in realtà. Una cosa da nulla, che potrebbe risolversi con poco. O forse no. Il fatto è che Sasha è letteralmente rincorsa dalle e-mail. Le e-mail governano la sua vita, si affollano e si accalcano, duplicandosi o triplicandosi quando non ha il tempo di evaderle con calma. Quindi, mai. E proprio mentre è intenta a scusarsi come sempre per il ritardo con cui sta rispondendo all’ennesima e-mail, la responsabile dell’ufficio benessere aziendale e valorizzazione, Joanne, le chiede con quella sua voce fastidiosamente stridula se abbia un secondo libero. Un secondo? Ma sta scherzando? A quanto pare, no, perché Joanne non demorde e, marciando a passo spedito verso la scrivania di Sasha, le ricorda del programma “Gioia dei dipendenti” di Zoose, verso il quale il grado di impegno da parte di Sasha è stato, per così dire, praticamente inesistente. Eppure, Sasha aveva anche attaccato un Post-it – l’ennesimo – con scritto “GIOIA!” sullo schermo del suo computer, ma non è servito a molto. E il fatto che anche Asher, il capo del marketing e quindi il suo capo, abbia notato la sua scarsa partecipazione è qualcosa che la fa sprofondare ancora di più nella disperazione. Altro che gioia… ma se non ha nemmeno il tempo per respirare sommersa com’è dalle e-mail, come potrebbe pensare di seguire le conferenze o compilare la bacheca online dedicata alle aspirazioni personali! Eppure, sembra proprio che Joanna, e Asher, e l’intero Zoose tengano molto alla gioia dei loro dipendenti. A Sasha non resta che trovare del tempo per concentrarsi anche su questo compito. Sempre che prima non vada completamente fuori di testa…

Messa in pausa (temporaneamente, si spera!) la saga della maniaca dello shopping Rebecca (Becky) Bloomwood, l’autrice bestseller britannica Sophie Kinsella ha concentrato la sua vena creativa su romanzi dagli argomenti più disparati. Con Sono esaurita torna con una nuova, esilarante storia. Il tema, in questo caso, è il burnout lavorativo, argomento quanto mai attuale in questa modernità in cui il lavoro rincorre letteralmente chiunque grazie a smartphone e connessioni a banda larga presente ormai praticamente in tutto il mondo. Anche in questo caso il racconto è narrato in prima persona dal personaggio principale, la trentatreenne Sasha, che proprio come tutte le altre protagoniste della Kinsella, è ironica, brillante e decisamente fuori di testa. Il romanzo si apre con la classica partenza col botto alla Kinsella: nessuna introduzione soft, il lettore è trasportato direttamente al centro della scena già dalla prima parola. Anzi, in questo caso, non è esagerato affermare che l’autrice si sia decisamente superata. Una carrellata di scene esilaranti si susseguono e rendono praticamente impossibile mantenere un’espressione seria sul viso durante la lettura (nota per chi è abituato a leggere libri in luoghi pubblici o circondati da sconosciuti). Passato il terremoto iniziale, Sasha si prepara a rivivere le vacanze della sua infanzia in un villaggio sulle coste del Devon, dove la attendono altrettante situazioni surreali e personaggi al limite del paradossale. Oltre a un piccolo mistero da risolvere. “Sono esaurita”, però, non è solo una piacevole lettura. Sforzandosi di andare oltre la già di per sé piacevole superficie, è possibile cogliere un monito nei confronti dei tempi moderni e della necessità di “staccare” dalle mille incombenze lavorative. Senza, però, dimenticare la leggerezza e la frizzantezza mai banali e così tipiche dello stile di Kinsella, di cui è davvero impossibile averne abbastanza.