Salta al contenuto principale

Sono innamorata di Pippa Bacca. Chiedimi perché!

Sono innamorata di Pippa Bacca. Chiedimi perché!

È la notte tra l’11 e il 12 aprile 2008. Giulia è a letto e sta facendo distrattamente zapping prima di addormentarsi. Tra il sonno e la veglia ascolta una notizia, rapidissima, che rimbalza tra i tg: è stato ritrovato il corpo senza vita di Pippa Bacca in Turchia. Giulia non sa esattamente perché ma quella notizia, le immagini dell’artista vestita da sposa, il suo sorriso fiducioso le si imprimono nella mente. Dal giorno seguente comincia seriamente ad approfondire la notizia, si informa, si rende conto di quanto poco spazio e quanto sommariamente i media parlino dell’artista milanese divorando, cannibalizzando la sua vita e la sua ultima performance, facendola passare per una donna ingenua che poi – in fondo – “se l’è cercata”. Giulia decide di andare oltre, di strappare il velo che copre e avvolge tutta la storia. Si fa coraggio e scrive all’indirizzo mail che trova sul sito di Pippa Bacca. Le risponde la sorella, Rosalia. Si incontrano. Si parlano. Dapprima bisogna prendere confidenza. Rosalia sembra timorosa, titubante, ovviamente sofferente per la morte di sua sorella. Lentamente Giulia entra nella vita della famiglia di Pippa Bacca, conosce la mamma, le altre quattro sorelle, suo padre, i suoi amici, il suo compagno. È un’esperienza indelebile che lega Giulia a tutta la famiglia di Pippa Bacca…

Pippa Bacca, al secolo Giuseppina Pasqualina di Marineo, nipote dell’artista Piero Manzoni, è scomparsa in Turchia il 31 marzo 2008. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita dieci giorni dopo quando il suo assassino, inchiodato dal fatto di essere stato trovato in possesso della telecamera della donna, ha confessato il suo omicidio. Aveva 33 anni e il suo spietato assassino le aveva dato un passaggio durante la performance artistica «Brides On Tour – Spose in Viaggio», con la quale si proponeva di attraversare, in autostop, undici Paesi (Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Libano, Siria, Egitto, Giordania, Israele) attraversati da guerre recenti, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo. Una performance effettuata insieme a un’altra artista, Silvia Moro, dalla quale a un certo momento del viaggio si era separata. Perché il vestito da sposa? Perché la sposa è il simbolo dell’amore, della purezza, della vita. Il vestito era esso stesso una piccola opera d’arte, con tanti piccoli dettagli nascosti, come il cedro della bandiera libanese ricamato su un lato della giacca, la gonna a forma di giglio, simbolo di purezza, e realizzata con undici veli per gli undici Stati che le artiste avrebbero dovuto attraversare, e ancora i ricami con gli stilemi delle bandiere degli undici Paesi e tanto altro ancora. Giulia Morello, scrittrice e regista, ci racconta la vita di Pippa Bacca, la sua famiglia, i suoi sogni, la sua utopia di un mondo più giusto, senza confini, in cui si può e si deve avere fiducia degli altri, degli sconosciuti. Un sogno che la famiglia dell’artista scomparsa continua a perseguire, incessantemente, mantenendo viva la sua memoria. Il libro è un inno alla vita, tutta la vita di Pippa Bacca è un inno incessante e incondizionato a vivere la vita affidandosi e fidandosi degli altri. Ci manca, Pippa. Ci mancano le persone come lei capaci di contagiarci di una profonda voglia di vivere e viaggiare, senza paura, senza confini.