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Sopra ogni cosa

Sopra ogni cosa

Alina vive in un paesino sull’Appennino Tosco-Emiliano, in mezzo al nulla. O meglio, ci ha abitato fino a questo momento. Ora, infatti, sta terminando di preparare la valigia – all’interno della quale sua madre vuole che infili anche dei biscotti secchi, che arriveranno completamente sbriciolati – e tra poco, in un tardo pomeriggio di settembre, saluterà i suoi genitori, insieme al nonno e a Davide, poi partirà per frequentare un semestre universitario in Germania. Sarà la sua prima volta fuori casa, la sua prima volta da sola. È stato il nonno, che tanti anni prima ha vissuto a Metz, dove dice di aver costruito una chiesa in Rue de Verdun, a spingerla a fare richiesta per un periodo di studio all’estero. E, dal momento esatto in cui ha inviato la domanda, qualcosa nel suo rapporto con Davide si è rotto. Lei e Davide si conoscono fin dalla scuola materna e il loro amore le è sempre sembrato solido e resistente, ma ultimamente le loro liti hanno assunto il sapore amaro della fiducia tradita. Evidentemente Davide non riesce proprio a mandar giù il fatto che Alina abbia deciso di stare lontana da lui per sei lunghi mesi. Allora, forse è meglio chiuderla qui, troncare il loro legame e concedere ad Alina la libertà di vivere quest’esperienza come una persona libera. Certo che comunicarglielo quando lei è già sul treno – da lui si sarebbe aspettata un bacio appassionato e non certo un addio – non è il massimo. Forse Davide aveva tramato la sua mossa da tempo, pur fingendo che tutto andasse bene. O forse la sua è stata una decisione impulsiva. Chissà. In ogni caso ora il treno si muove lungo le rotaie e Alina è sola e single su un treno che la sta portando a Saarbrücken. Nella stessa città tedesca da un po’ vive anche Noah. Lui, che arriva dalla Siria, non è ancora riuscito ad abituarsi al freddo tedesco. Non sopporta le nuvole di vapore che escono dalle bocche screpolate. È stato suo padre a decidere che quella sarebbe stata la sua meta: lo ha mandato a vivere dal suo amico imam Hamza, che fa il medico a Saarbrücken ed è un punto di riferimento per la comunità araba in città. Anche Noah diventerà un medico e anche questo lo ha deciso suo padre per lui....

Pagine importanti e dolorose della Storia recente trovano posto tra le pagine del romanzo di Simona Morani – romagnola di nascita e cresciuta a Canossa; una laurea in Lingue straniere per la comunicazione internazionale e una specializzazione in Didattica della lingua e della letteratura italiana nel curriculum; vive in Germania dal 2009, dove lavora come docente, traduttrice e autrice – che racconta una storia d’amicizia e d’amore che si dipana in un tempo segnato dagli effetti devastanti dell’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 e della guerra in Siria, insieme all’ondata di repressione, proteste e violenza che essa ha causato. Noah e Alina provengono da contesti e culture diverse, ma li accomuna il desiderio di trovare il proprio spazio nel mondo e affrancarsi da famiglie che tarpano loro le ali e li privano della possibilità di godere appieno del bene più prezioso per chiunque: la libertà. I due giovani studenti si riconoscono e agganciano le loro vite uno all’altra: si prendono per mano e insieme camminano lungo un percorso a volte lineare e a volte complesso e irto di difficoltà. Entrambi sono chiamati a operare delle scelte importanti, che condizioneranno fortemente il loro futuro e le dinamiche del loro rapporto, che a poco a poco perde i contorni della semplice amicizia e diviene qualcosa di più profondo. È un sentimento intenso e maturo, che tuttavia fa paura ma sa come nutrirsi anche della distanza fisica che la vita, a un certo punto del percorso, impone loro. Noah e Alina non si perderanno mai, neppure quando saranno lontani l’uno dall’altro e quando sembrerà che le rispettive scelte di vita li chiamino altrove. Alcuni legami non si spezzano mai; al contrario paiono trarre linfa vitale proprio da quegli impedimenti che potrebbero dividere e finiscono invece per saldare legami inscindibili e duraturi. Un romanzo su tutto ciò che rappresenta un confine: tra culture diverse e apparentemente inconciliabili, tra l’amicizia e il sentimento più profondo di tutti, quell’amore che non conosce differenze di razza o religione o credo politico; tra la leggerezza della giovinezza e il peso della responsabilità che accompagna all’ingresso nell’età adulta. Con una narrazione scorrevole, a tratti divertente e spesso commovente, la Morani offre al lettore una storia di coraggio e lo spinge a interrogarsi sul valore dei veri sentimenti nonché sul peso delle scelte.