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Sott’acqua

sottacqua

Greta cammina diretta verso la stazione, dove prenderà il treno che da Varenna la porterà a Milano. Oggi è uno di quei giorni in cui tutto sembra possibile, in cui non ci sono pensieri grevi da portare, ma solo progetti e fantasie. D’altra parte è proprio l’immaginazione uno degli elementi essenziali nella vita di Greta, che disegna emozioni e, oggi, ha appuntamento con una società pubblicitario di Milano a cui sottoporrà i suoi bozzetti. Quel lavoro lo vorrebbe davvero, si ripete mentre sale sul treno, come se l’intensità del suo pensare fosse proporzionale alla riuscita del desiderio. Greta guarda i volti attorno a sé e, quando qualcuno di fronte le sorride, lei, che tende sempre a creare una barriera tra sé e il resto del mondo, non può fare a meno di rispondere a quel sorriso, anche se si tratta solo di un accenno. Poco dopo, tuttavia, quando la richiesta di interazione con i suoi compagni di viaggio si fa più intensa, la reazione di Greta è immediata: si alza e si allontana, più in fretta che può. Ecco, in questo preciso momento vorrebbe che accanto a lei si materializzasse Sara, la sua anima affine, quella con cui comunicare non è necessario, perché il solo esserci è già la massima espressione di comunione. Si incontrano per la prima volta nel cortile del palazzo in cui abitano entrambe: Greta ha otto anni e Sara uno in più. L’intesa è immediata; quella tra i genitori delle due amiche un po’ meno. Non c’è traccia del papà di Sara, mentre la signora Marinelli, bellissima, folgora il papà di Greta, tanto che la moglie non riesce a trattenersi e mostra una certa gelosia nei confronti della donna. Greta poi ricorda che qualche volta, mentre le due amiche sono a casa di Sara, suo padre sale, parla fitto con la signora Marinelli e di quelle conversazioni lei coglie solo qualche parola, qua e là…

È l’acqua l’elemento chiave del romanzo di Tiziana Tolino – autrice napoletana classe 1965 – e, come un’onda, anche la storia di Greta, la protagonista, conosce picchi altissimi e apnee. Quello che la Tolino propone al lettore, attraverso la figura del personaggio principale della storia, è un viaggio, fisico e metaforico, tra i ricordi e il futuro. Un incontro che segna per sempre una vita; un’amicizia che permette a due spiriti affini – kindred spirits, si definiscono in inglese – di annusarsi e riconoscersi dopo un solo istante; un segreto che demolisce ogni certezza e spinge a chiudersi, lasciando fuori le parole, che perdono ogni significato se pronunciate ma pesano come piombo solo se scritte. Greta è stata delusa dalla vita, anzi dalla figura più importante della sua vita, quella sulla quale più contava. E la conseguenza di una ferita tanto profonda è stata la perdita della voce e la decisione di non vivere più in superficie, quella che può graffiare e ferire, ma di rifugiarsi sott’acqua, nella profondità degli abissi, dove tutto è attutito, anche il dolore, e la comunicazione passa attraverso i gesti e le mani. Riuscirà a scendere a patti con un passato che brucia? Imparerà a fidarsi di nuovo della parola detta? Ce la farà a uscire dalla prigione che ha costruito intorno a sé? Quando, immersi in acqua, si tocca il fondo, poi una spinta uguale e contraria riporta in superficie. È questa la rinascita che spetta anche a Greta? Con un linguaggio semplice e a tratti poetico, Tolino racconta un percorso complesso e faticoso, un viaggio che si fa catarsi e liberazione. Quel che ne risulta è una storia interessante e positiva, che celebra la speranza e la voglia di imparare, o ricominciare, a crederci.