Salta al contenuto principale

Sotto la cenere

sottolacenere

Arcipelago di Stoccolma. L’agente investigativo Manfred Olsson affronta l’inizio di una nuova giornata, una giornata come tante. Sua moglie Afsaneh va al lavoro e gli lascia il compito di occuparsi di Nadja, la loro bambina di due anni. La routine di un padre che gioca e prepara la merenda alla sua bimba, fino allo squillo del telefono e a un momento di distrazione. Samuel Stenberg ha diciotto anni, vive con la madre Pernilla, una donna devota e apprensiva, che si augura lui possa presto trovare la fede e mettere la testa a posto. A Samuel non interessa pregare, gli piace arrangiarsi per tirare su qualche soldo e togliersi un po’ di sfizi. Andare per negozi e taccheggiare con il suo amico Liam. Piccole cose facili da rivendere. Ma si sa, una cosa tira l’altra e i furtarelli non sono che la base per spingersi oltre, entrare in contatto con le persone sbagliate, quelle davvero pericolose. Liam ha paura e si tira indietro, ma Samuel vuole guadagnare più soldi, anche se deve tenere a bada la curiosità di sua madre e trovare mille scuse per le scarpe nuove, i vestiti e tutto quello che lei non potrebbe mai permettersi di comprargli. Lavorare per Malte, il tirapiedi di Igor, non è cosa da poco, dallo spaccio, al recupero crediti, fino a custodire la roba grossa. È questo che lo frega. Sua madre lo becca, ci vuole un secondo perché apra il pacco con i campioni di droga, gli riversi addosso tutta la sua ira e faccia sparire nella spazzatura la merce. E adesso? Basterà andare all’appuntamento con Igor, parlargli, spiegarli il pasticcio e promettergli che restituirà tutto, oppure dovrà sparire per sempre dalla faccia della terra…

Manfred, Samuel, Pernilla, Rakel e non solo, sono questi i personaggi che catturano i lettori nel nuovo romanzo della scrittrice svedese Camilla Grebe. Perfettamente tratteggiati, con i loro traumi, i loro impulsi, le scelte compiute, il modo in cui affrontano la vita e si relazionano con gli altri. Un thriller che parte da una storia di droga e guida il lettore dietro i passi della polizia in una complicata caccia all’uomo, ma è proprio a questo punto che la storia si espande, cresce, getta semi nuovi e prende una strada inaspettata, ben più interessante, smontando le aspettative del lettore. Manfred che lavora a un caso di duplice omicidio con la collega Malin (già nota ai lettori grazie al romanzo Animali nel buio del 2018, con cui la Grebe ha vinto premi importanti), Pernilla che prova a recuperare il rapporto col figlio Samuel, arrivando a smantellare i cardini della propria vita. Samuel combattuto tra l’affetto verso la madre, la paura del futuro, il senso di colpa, Rakel, una madre disposta a tutto per proteggere il proprio mondo e i ricordi che lo alimentano. Molto spazio è dato alle figure materne in questo romanzo, ai figli da proteggere a ogni costo, al punto da oltrepassare i limiti della propria natura. La Grebe ha scritto per anni in collaborazione con Åsa Träff e con Paul Leander-Engström, per esordire come autrice unica con il libro La sconosciuta nel 2015. Il suo stile fluido e accattivante, la capacità di descrivere personaggi concreti e umani, la bravura nel gestire la suspense le hanno garantito la doppia vittoria del Premio Glass Key per la migliore crime novel nordica nel 2018 e nel 2020.