Dan Simmons nacque a East Peoria, Illinois, nel 1948. La sua infanzia fu caratterizzata da frequenti spostamenti: il padre lavorava come dirigente per una società che vendeva apparecchiature per test automobilistici e, per ragioni professionali, la famiglia cambiò più volte città nel Midwest degli Stati Uniti. Simmons trascorse quindi l’infanzia tra diverse località, tra cui Des Moines e piccoli centri dell’Illinois come Brimfield. Proprio gli anni trascorsi a Brimfield però furono particolarmente significativi per lui: in seguito lo scrittore ricordò quel periodo come uno dei più felici della sua giovinezza. L’ambiente della piccola comunità e le esperienze condivise con i coetanei del quartiere influenzarono profondamente la sua immaginazione e diventarono in seguito materiale narrativo per alcune opere. Il romanzo L’estate della paura pubblicato nel 1991, per esempio, trae infatti ispirazione da quei ricordi. Fin da giovane Simmons mostrò interesse per la narrazione e iniziò a scrivere storie già da bambino, con l’obiettivo di affascinare chi lo ascoltava con i suoi racconti. Dopo il liceo decise di proseguire gli studi universitari e si iscrisse al Wabash College, dove si laureò nel 1970 in Letteratura inglese. Durante gli anni universitari ottenne anche un riconoscimento nazionale della società accademica Phi Beta Kappa per la creatività nella narrativa e nelle arti.
Queste esperienze formative, unite alle letture e alla passione per la letteratura sviluppate fin da giovane, contribuirono a definire il percorso che lo avrebbe portato, negli anni successivi, a diventare uno degli autori più noti della narrativa fantastica contemporanea. Per oltre dieci anni però Simmons ha lavorato come insegnante di scuola elementare. La sua transizione verso la letteratura professionale è avvenuta nei primi anni Ottanta: un momento decisivo fu la partecipazione a un workshop per scrittori a Denver, dove fu incoraggiato a scrivere dalla leggenda della New Wave of Science-Fiction Harlan Ellison, allora molto celebre. In merito ai suoi esordi e alla disciplina del periodo, Simmons ha dichiarato in un’intervista a “Goodreads”: “Scrivevo a mano la sera e al mattino alle 5:00, prima di andare a insegnare, battevo a macchina parti del capitolo scritto la sera prima. Guardo le dimensioni e l’energia che ho riversato in quei lavori e vedo un periodo diverso della mia vita, in cui nulla sembrava impossibile”. L’opera di Simmons non può essere confinata in un unico scaffale di libreria. Ha vinto i massimi riconoscimenti in settori diversi: il World Fantasy Award per il suo romanzo d’esordio Il canto di Kali (1985), lo Hugo Award per la fantascienza con Hyperion (1989) - da molti ritenuto il più bel romanzo di SF mai scritto e (cosa che pochi sanno) nato come favola lunga un anno scolastico da raccontare ai suoi alunni - e il Bram Stoker Award per l’horror con Danza macabra (1989), oltre al francese Prix Cosmos 2000 e al Locus Award (vinto per ben nove volte): “Di me si può dire questo: sono uno scrittore di fantascienza, uno scrittore dell’orrore e uno scrittore punto e basta. Mi rivolgo a tre tipi di pubblico che non s’incontreranno mai, e tuttavia ho cercato di presentarli l’uno all’altro perché si scambiassero almeno una stretta di mano”.
Simmons era noto per non prendersi troppo sul serio durante le convention. Alla World Horror Convention del 2000 a Denver si presentò sul palco per il discorso di apertura travestito da Hannibal Lecter, con tanto di museruola e camicia di forza, lasciando il pubblico tra lo stupito e l’inquietato. La sua meticolosità nella ricerca ha spesso confuso persino gli esperti. Durante la stesura dei suoi romanzi tecnologici o storici, Simmons accumulava bibliografie così vaste che, in un’occasione, un ricercatore californiano lo contattò convinto che l’autore avesse avuto accesso illegale a dati di laboratorio riservati, quando in realtà Simmons aveva semplicemente estrapolato i risultati attraverso una ricerca bibliografica pubblica estremamente accurata. Sebbene sia celebre per i romanzi, Simmons ha scritto anche diverse sceneggiature mai prodotte e due episodi per la serie televisiva antologica horror Monsters. Nel 2009, la sua figura è stata al centro di polemiche per le posizioni politiche neo-con e violentemente anti-islamiche espresse sul suo sito web, che hanno portato, secondo testate come “Le Monde” e “Deutschlandfunk Kultur”, a tensioni con alcuni dei suoi collaboratori storici in Europa. Dan Simmons è deceduto il 21 febbraio 2026 all’età di 77 anni per un ictus, lasciando un’eredità di oltre trenta opere che hanno ridefinito i confini della letteratura (e) dell’immaginario.