Salta al contenuto principale

Ernest Hemingway: la penna e il fucile

Articolo di

Ernest Miller Hemingway nasce a Oak Park - un sobborgo di Chicago, nell’Illinois - in una calda mattinata del luglio 1899. Secondogenito di cinque figli, il piccolo Ernest vive un’infanzia poco felice a causa dei contini litigi dei genitori: Clarence Edmond Hemingway, medico, collezionista di monete, francobolli e cimeli indiani, appassionato di caccia e pesca, e Grace Hall, un contralto che abbandona la carriera musicale per problemi alla vista. Dopo gli studi elementari viene iscritto alla “Municipal High School”, dove incontra due insegnanti che notano la sua propensione alla letteratura e lo spingono a scrivere; nascono così i primi racconti e i primi articoli, che vengono pubblicati sui giornali scolastici “Tabula” e “Trapeze”.




Nel 1917 ottiene il diploma ma rifiuta di iscriversi all’università e si trasferisce a Kansas city, dove inizia a scrivere per un quotidiano locale. Il 6 aprile di quell’anno gli Stati Uniti intervengono nella Grande Guerra, schierandosi al fianco dell’Intesa e questo evento stimola Hemingway ad offrirsi volontario per il fronte. Viene però riformato per un problema alla vista e l’anno successivo si arruola come autista di ambulanze della Croce Rossa. In estate si trova sul fronte italiano, dove viene ferito; dopo una convalescenza di tre mesi e la delusione amorosa datagli da Agnes Hannah von Kurowsky, un’infermiera americana di origini tedesche, si ritira dalla Croce Rossa e combatte nell’esercito italiano fino all’armistizio. Al ritorno dal fronte Hemingway viene accolto da eroe per il suo coraggio, ma come tutti i reduci, trova grosse difficoltà nel riadattarsi alla vita civile; per questo motivo inizia a soffrire d’insonnia, che tenta di combattere iniziando a bere. Nel 1920 si reca a Toronto per allontanarsi dalla madre che non accetta la sua passione per la scrittura e inizia a collaborare con il “Toronto Star”. Questa esperienza si conclude nel giro di pochi mesi ed Hemingway si trasferisce nuovamente nell’Illinois, a Chicago, dove continua la sua attività di giornalista e, soprattutto, incontra e sposa Elizabeth Hadley Richardson, una ragazza orfana e di otto anni più grande di lui.

Grazie all’aiuto economico della moglie e ad alcune lettere di raccomandazione di Sherwood Andersen a Gertrude Stein, Ezra Pound e James Joyce, raggiunge l’Europa e riprende la collaborazione con il “Toronto Star” come inviato. Si stabilisce a Parigi, dove inizia la sua carriera letteraria, che inizia con la pubblicazione di Three Stories and Ten Poems nel 1923, anno in cui nasce il suo primo figlio John Hadley Nicanor, soprannominato “Bumby”. Nel 1925 l’editore americano Horace accetta di pubblicare il suo secondo libro In our time.  Seguono Fiesta, Torrenti di primavera e Men without Women. Nel 1927 divorzia dalla moglie e sposa una sua amica, Pauline Pfeiffer, redattrice di “Vogue”. L’anno dopo lascia l’Europa e torna negli Stati Uniti, dove trascorre il suo tempo immerso nella scrittura, nella caccia e nella pesca e dove nasce il suo secondogenito Patrick, dopo un parto complicato. Nello stesso anno il padre si toglie la vita, sparandosi un colpo di fucile alla testa. Nel 1929 pubblica Addio alle armi.

Finita la guerra ottiene il divorzio da Martha, sposa la giornalista americana Mary Welsh e torna alla sua attività di scrittore, pubblicando nel 1950 Di là tra il fiume e tra gli alberi e nel 1952 Il vecchio e il mare. L’anno successivo vince il Premio Pulitzer e nel 1954 il Premio Nobel per la letteratura, dopo un incidente aereo nel quale si riteneva fosse morto. Nonostante i riconoscimenti in tutto il mondo, lo scrittore entra in una crisi esistenziale che lo condanna all’inattività. Nel 1960 viene ricoverato in una clinica del Minnesota, dove è sottoposto ad una ventina di sedute di elettroshock che gli causano vuoti di memoria che lo scrittore vive come una vera e propria tragedia. Nell’aprile del 1961 tenta il suicidio, prontamente sventato dalla moglie. Il primo luglio del 1961 trascorre una giornata tranquilla, tranne i ricorrenti incubi di una persecuzione da parte dell’FBI. La mattina dopo un colpo di fucile risuona nella casa dello scrittore; quando la moglie corre a vedere, scopre la tragica verità: Ernest Hemingway si è sparato un colpo di fucile alla tempia. Mary ha dimenticato di nascondere le chiavi dell’armadietto che custodisce le armi, ed Ernest le ha trovate.

I LIBRI DI ERNEST HEMINGWAY