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Joan Didion: scrivere è un atto ostile

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La scrittrice, giornalista e sceneggiatrice statunitense Joan Didion nasce a Sacramento il 5 dicembre 1934. Figlia di un amministrativo delle United States Army Air Forces, non riesce a frequentare le scuole regolarmente per i continui trasferimenti della famiglia e sviluppa una profonda timidezza, ma in compenso è una grande lettrice. Laureata a Berkeley, a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta inizia a lavorare nella redazione della rivista “Vogue”, dove rimarrà per sette anni. In questo periodo incontra John Gregory Dunne, un giovane giornalista di “Time”, fratello minore del celebre presentatore televisivo Dominick Dunne. I due si sposano nel 1964 e si trasferiscono a Los Angeles, dove adottano una bambina, Quintana Roo: un anno prima la Didion ha pubblicato il suo romanzo d’esordio Run River. In questi anni la Didion comincia a soffrire di una serie di disturbi erroneamente ritenuti di natura psichiatrica: solo molti anni dopo si scoprirà che si tratta in realtà di sclerosi multipla. I coniugi lavorano in coppia come sceneggiatori e ben presto raggiungono un grande successo con il loro remake di È nata una stella, che nel 1976 diventa un film diretto da Frank Pierson e interpretato da Barbra Streisand e Kris Kristofferson. Di questi anni sono anche i romanzi Prendila così e Diglielo da parte mia.




Ma è la non fiction il genere letterario con il quale Joan Didion conquista la popolarità, soprattutto negli Stati Uniti: il successo arriva dapprima con una serie di articoli e reportage sulla rivista “Life” e sul “Saturday Evening Post”, poi con ficcanti editoriali politici sulla “New York Review of Books”: una selezione dei pezzi migliori esce in volume con il titolo The White Album. Si occupa anche della guerra civile in El Salvador e dei rifugiati cubani a Miami in due libri: Salvador e Miami. A metà degli anni Ottanta, Joan Didion e John Gregory Dunne si trasferiscono a New York. Nel 2003 irrompe nelle loro vite la tragedia: Quintana Roo Dunne si ammala di polmonite e sviluppa una sepsi che la fa cadere in coma. Durante il suo ricovero in Terapia Intensiva, il padre adottivo viene colpito da un infarto e muore. La Didion decide di attendere le dimissioni della figlia per celebrare i funerali di Dunne, che vengono celebrati tre mesi dopo il decesso. Per raccontare questo periodo spaventoso Joan scrive forse il suo libro più bello, L’anno del pensiero magico (il libro si aggiudica il 2005 National Book Award per la saggistica e viene portato in scena a Broadway da Vanessa Redgrave), non sapendo però che purtroppo il peggio deve ancora venire. Quintana Roo scivola in aeroporto a Los Angeles e cadendo batte violentemente la testa: si rende necessario un intervento chirurgico per rimuovere un grande ematoma al cervello. La donna si riprende perfettamente, ma l’anno successivo contrae una pancreatite acuta e muore a soli 39 anni il 26 agosto 2005. Anche di questo terribile lutto la Didion parla in un libro, Blue Nights.

Nel 2013, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama conferisce a Joan Didion la prestigiosa National Medal of Arts. La scrittrice muore il 23 dicembre 2021 nella sua casa di Manhattan per le complicazioni del morbo di Parkinson.

I LIBRI DI JOAN DIDION