Tutti i libri su Donald Trump

Articolo di: 

L’8 novembre 2016 - contro ogni previsione e contro ogni sondaggio - il tycoon e divo dei talent show Donald Trump ha conquistato la Casa Bianca. Un evento che ha causato un vero e proprio trauma, per molti. Tra questi Bérengère Viennot, giornalista francese - collabora con la rivista on line di politica, cultura e attualità “Slate”-, traduttrice e docente di traduzione presso le Università Paris VII e Paris III: “Si è trattato di un evento sconvolgente. [...] Sul piano professionale, perché mi ha costretta con una violenza improvvisa a rivedere il mio modo di lavorare e mi ha brutalmente espulsa dalla zona di comfort nella quale mi crogiolavo beata dopo l’elezione di Barack Obama nel novembre 2008, senza peraltro che questo sconvolgimento apportasse il minimo beneficio alla mia attività”, come scrive nel capitolo introduttivo del suo saggio La lingua di Trump, che analizza a fondo le strategie di comunicazione del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America, dall’umorismo aggressivo all’eliminazione non solo del filtro del “politicamente corretto”, ma, soprattutto, di quel differente registro che di norma permette di distinguere la comunicazione scritta da quella orale, come il sistematico, quasi compulsivo utilizzo di Twitter - strumento fondamentale di propaganda quotidiana e consolidamento della propria base di consenso - dimostra. Lo scrittore David Sedaris nella intervista esclusiva che ci ha concesso ha spiegato che la cosa più divertente e paradossale che trova in Donald Trump è che “(...) lui si trova bello! Che ha un ego così grande e una tale considerazione di se stesso. Louis C.K., il feroce stand up comedian statunitense, dice che il codice di lancio delle testate nucleari ‒ che ogni Presidente Usa modifica quando entra in carico ‒ sono le prime quattro cifre del peso di Trump. Io trovo questa battuta fantastica”. Invece Bret Easton Ellis nel suo Bianco afferma provocatoriamente: “Ho capito, ho capito, quel Trump del cazzo non vi piace ma cazzo ne ho abbastanza e che cazzo”.




Ma chi è davvero Donald Trump? Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1, ripete la fortunata operazione editoriale svolta con Vladimir Putin qualche anno fa e scrive una biografia equilibrata e opportunamente documentata su uno dei personaggi più amati/odiati del pianeta. Assolutamente schierata - e non dalla parte di The Donald - è invece il pamphlet velenoso e caustico di David Cay Johnston, Premio Pulitzer nel 2001 e penna di punta del giornalismo a stelle e strisce, che dipinge il neo-presidente americano nella migliore delle ipotesi come un ciarlatano dall’ego ipertrofico, mentre nella peggiore come un affarista spregiudicato, vendicativo e dalle amicizie discutibili.

Elezione traumatica o meno, come è andato Donald Trump alla Casa Bianca? Il libro Trump e la fine dell’American Dream di Sergio Romano, giornalista, storico e diplomatico vicentino, insignito di importanti onorificenze per meriti culturali e politici nel corso della sua carriera e con un cospicuo numero di libri pubblicati, propone una sintesi del primo anno di Trump alla presidenza. Nazionalismo, Impeachment, Russiagate, G7 di Taormina e molto altro. Non c’è nulla di peggio di un gruppo dirigente politico impreparato: ecco qual è il “quinto rischio” di cui parla Michael Lewis nel suo saggio omonimo, quello di ignorare o peggio ancora minimizzare i problemi di un sistema, di credere di avere tutto sotto controllo, quando invece non si ha nulla sotto controllo se non una piccola pregiudizievole parte del sistema stesso. Lewis ci introduce senza troppe metafore o giri di parole nella cronaca di un disastro annunciato, quello dell’amministrazione Trump, ma anche nell’impietoso affresco di un megalomane circondato da una cerchia stretta di inetti (per lo più prelevati fra i fidi familiari) che gli permettono di gestire l’azienda-USA come una qualunque fabbrichetta.

Durante la presidenza Trump il gossip sulla sua presunta crisi matrimoniale si sono sprecati: nell’imperdibile Melania Trump – La biografia la reporter Kate Bennet cerca di far luce sulla figura controversa ed enigmatica che la moglie di Donald Trump offre di sé all’America e al mondo. Si sono dette tante cose su Melania Trump: secondo qualcuno è stata una escort, secondo altri addirittura una spia russa, secondo qualche malpensante ha in realtà divorziato da Trump e il loro matrimonio è tutta una finzione. La Bennet, attraverso questa biografia non autorizzata, vuole parlare di una donna che agli occhi dell’opinione pubblica americana è misteriosa, pur rimanendo “troppo” in tutto.

Trump è anche il pretesto per analisi sociologiche e filosofiche, ovviamente rigorosamente pop. Aaron Jones è definito il teorico mondiale della stronzaggine, grazie al suo best-seller Stronzi. Un saggio filosofico, e come poteva perdere l’occasione di scrivere un sequel, Trump - Saggio filosofico sul predominio degli stronzi un sequel analizzando la personalità dello stronzo in chief, vale a dire il presidente americano Donald Trump? Un libro ben lontano da essere l’ennesima agiografia o biografia pruriginosa sul potente di turno. Si tratta, invece, di un godibile saggio sul potere degli stronzi e sulla stronzaggine al potere, di cui The Donald è fiero rappresentante. Prima della sua elezione, nessuno avrebbe scommesso su Donald Trump eppure la narrazione televisiva ci portava esattamente a quella conclusione. Non è impresa semplice tirare le fila di un discorso così complesso, analizzare la società statunitense, eppure Camaiti Hostert con estrema maestria nel suo Trump non è una fiction ci mostra tutti gli indizi già presenti nelle serie tv.

E la fiction? Nel thriller Codice Kingfisher, di autore anonimo, ci sono tutte le premesse per trovarsi davanti a un libro divisivo, che può essere grande capolavoro o grande castroneria: una penna che preferisce rimanere anonima, un candidato alla presidenza statunitense egocentrico, arrogante, dal vistoso riporto e in orbita russa, una bella e avvenente (ex) moglie dal nebuloso passato oltre-cortina e una giornalista che cerca di far luce su un mistero talmente complesso da risultare incredibile. Cosa? Non vi sembra qualcosa di troppo diverso da un articolo del “Washington Post”, del “New York Times” o delle supposizioni della commissione Russiagate capitanata da quel falco di Robert Mueller? Beh, avete indovinato.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER