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Spettri

Spettri

La mattina di sabato 7 ottobre 2023 uno spettro riappare nella mente di Monica. Kfar Aza è un luogo tranquillo, un Kibbutz alle porte di Gaza. Casette ordinate, palme, qui vivono molti israeliani che credono nel dialogo con chi abita dall’altra parte della recinzione di filo spinato. Gli abitanti del kibbutz pensano che i palestinesi loro vicini meritino una vita migliore e li aiutano come possono. Elinor e suo marito sono andati a Tel Aviv per qualche giorno di vacanza ad incontrare amici e parenti, per poi rientrare a Kfar Aza. Per gli italiani e buona parte dell’Occidente è tutto più o meno tranquillo. Il mondo ha gli occhi sull’Iran e sull’ondata di proteste dei giovani contro il regime degli Ayatollah. Chiedono libertà e giustizia per l’uccisione di tante giovani donne da parte della polizia. I diritti umani sono negati e Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace è ancora rinchiusa nel carcere di Evin a Teheran. L’Europa è sempre più occupata a gestire e regolamentare i flussi migratori in costante aumento. Il blocco degli stranieri campeggia sui giornali della sera e la guerra in Ucraina si è trasformata in uno stanco bollettino giornaliero. L’ondata emotiva del pubblico italiano si è spenta. È la sera del 6 ottobre e Monica guarda il mappamondo sulla sua scrivania: conflitti, confini, disequilibri, nessuno strappo si è ricucito in questi anni. Le notizie che arrivano da Israele e dal Golfo lasciano presagire un futuro migliore. Gli accordi di Abramo hanno dato il via alla collaborazione tra gli Emirati Arabi e Israele. Sono accordi finanziari, scientifici e strategico militari. È un grande cambiamento. È sabato 7 ottobre nel kibbutz di Kfar Aza, ci sono urla, grida disperate e spari. I miliziani di Hamas uccidono tutti quelli che incontrano, bambini compresi e attaccano anche con la stessa furia il Nova festival. La mattina del 7 ottobre l’Occidente si sveglia sconvolto. 1200 israeliani sono stati uccisi in modo atroce e più di duecento persone sono state prese in ostaggio. L’attacco, pianificato da due anni, è rivendicato da Hamas per bocca di Mohammed Deif. Sono passate ventiquattro ore e il mappamondo ha una nuova frattura. Gli spettri di Monica, rimasti chiusi nella sua mente, sono tornati, tutti in fila a chiederle di ricordare ancora e ancora.

Monica Maggioni è una stimata giornalista Rai, ha ricoperto tra l’altro il ruolo di direttrice del Tg1, presidente della Rai, dal maggio 2023 è responsabile della "Direzione Editoriale per l'Offerta informativa". Inviata per oltre vent'anni nei paesi segnati da guerre e terrorismo ci parla con le immagini, ma per poter testimoniare ha bisogno di vedere, capire, esserci, anche da questo nasce Spettri. Un libro che getta uno sguardo sulle storie degli altri e su come quei mondi si intrecciano con la vita dell’autrice. L’inizio è nel segno della grande cronaca, cioè dal “giorno dei lupi”, il 7 ottobre 2023. Invitata a visionare un video di quarantatré minuti che documenta le prime fasi della strage, ne rimane sconvolta. Eppure, nella sua vita lavorativa ne ha viste tante ed è convinta che bisogna guardare in faccia le cose per capire e dare una risposta, anche politica. Nella storia contemporanea ci sono moltissime contraddizioni e, secondo l’autrice, non bisognerebbe giudicare nettamente, bianco o nero, vittima o carnefice. Se alle immagini, per quanto brutali ci si abitua, il racconto obbliga a pensare. Sette sono i capitoli del libro, sette i ritratti che la Maggioni fa: Ahmed Yassin, Mahmoud Tawalbe, August Kreis, Andres Breivik, Stella Colnaghi, Morteza Talaei e Mawlawi Nabi Omari. Leggendo le loro storie ritornano alla memoria i fatti, le vittime, le idee che li hanno spinti all’estremo. Ed è proprio l’ideologia, una concezione totalizzante dell’uomo favorita dal potere, che si traveste da programma di partito o da religione che li ha spinti. Persone che hanno creato una frattura, in alcuni casi uccisi o altrimenti dimenticati, ma la cui eredità si è radicata e ha sfruttato il tempo per crescere sottotraccia. Ci si indigna al momento della notizia, poi, arrivandone altre si dimentica. Un esempio che chiarisce è quello siriano. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, arriva al-Jolani, forte, carismatico, vicino ad Al-Baghdadi e ammiratore di Bin Laden, un volto nuovo per il grande pubblico, ma con una lunga carriera alle spalle. Basti pensare che il governo degli Stati Uniti ha abolito la taglia che pesava su di lui solo il 21 dicembre 2024. Nelle pagine di Spettri ci sono gli incontri, gli sguardi, le persone che hanno accompagnato e ancora oggi accompagnano Monica Maggioni. Vedere, andare e poi raccontare questo è il suo credo. A noi lettori il compito di riallacciare i fili della memoria.