Salta al contenuto principale

Spiragli – Racconti fra guerra e pace

spiragli

Un paio di scarpe nuove. Ma devono essere comode, non saranno passeggiate quelle che gli toccheranno. Le parole di Aurora, che parla e piange. Gaetano non risponde: vorrebbe, ma tace. Lei parla, poi le squilla il telefono e si allontana mentre lui si scusa col commesso che impassibile gli propone tre paia di scarpe e lo rassicura. Sente ancora le parole del padre che lo ha disconosciuto e ancora Aurora. Aurora che adesso gli dice di restare, gli urla di non andarsene. Gaetano ricorda improvvisamente che le scarpe che ha scelto sono uguali a quelle dell’infermiere che lo ha accolto all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Poi rumori, macchinari che fischiano, Aurora allontanata e i medici che si portano la mano alla fronte, nel saluto militare, prima di coprire il suo corpo con un telo verde. Riappare il commesso, sorride e adesso ha le ali. Le scarpe nuove conoscono la strada… Un’intervista con domande che hanno risposte forse inaspettate, un’intervista di molti anni fa al grande Ermanno Olmi – scomparso nel 2018 – che aderì nel 2003 con altri intellettuali all’appello per il cessate il fuoco, in un momento in cui (non che oggi sia molto diverso e forse da qui l’attualità dell’intervista) le guerre infuriavano lontano ma anche a pochi passi. Un uomo di pace che ha raccontato magistralmente la guerra di ieri e di oggi… Gerome e Tiger non sono semplici soldati, sono addestrati e hanno ben chiaro cosa stanno facendo. Troppi prima di loro hanno provato il sapore della polvere in bocca, il tremore della terra ad ogni colpo di cannone, hanno fatto un percorso di trincee nel fango, schivando proiettili e bombe, ma finalmente sono a un passo, uno soltanto dalla meta…

Un libro che raccoglie racconti sulla guerra per “combattere” la guerra. Racconti brevi e brevissimi, frutto della fantasia e di storie il cui orrore aleggiava in quello che i vecchi, i nonni non hanno mai voluto raccontare esplicitamente. Guerre del passato remoto e prossimo, del presente e probabilmente del futuro, che hanno in comune quello che da sempre le identifica. Lasciano dopo il loro passaggio morte e distruzione, è per questo che Neos e i suoi autori hanno deciso di devolvere i diritti d’autore di questa raccolta a sostegno delle attività di “Medici senza frontiere”. Come in ogni antologia di racconti, alcuni sono più toccanti e altri più descrittivi, ma tutti sono scritti con la passione che ti fa essere contro. Spiragli, perché se è vero che da lontano, vista in tv, la guerra è spettacolo - perché lo sguardo viene attirato dalle vampate di fuoco e le immagini della difesa contraerea sembrano degli immensi spettacoli pirotecnici - quando arrivano i dettagli, immagini dagli spiragli appunto, da cui intuire o vedere quello che accade da vicino, le cose cambiano radicalmente. Questo fanno i racconti raccolti: aprono spiragli da cui vedere il sangue, la morte. Da cui si sente l’odore della polvere da sparo, quello della paura, il dolore di chi muore, di chi perde tutto. La fatica di chi resiste alla brutalità per preservare o riportare la libertà. Non è un libro semplice da affrontare, per quanto non sia un tomo, è difficile perché ci mette di fronte a quello che scegliamo di ignorare, infilando qui e là un “povera gente” o un “maledetti assassini”. Queste poche pagine ci sbattono in faccia, con la calviniana leggerezza della scrittura, tutto l’orrore e tutta la forza di chi le guerre le subisce, le fa, le vive o le ha vissute.