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Squali al tempo dei salvatori

Squali al tempo dei salvatori

Secondo una antica leggende hawaiana, vi sono notti in cui gli ali’i, gli spiriti degli antichi membri della nobiltà, si risvegliano e marciano attraverso l’isola, luminosi come fiaccole nell’oscurità. È quanto è avvenuto anche la notte in cui Nainoa è stato concepito, nella valle di Waipi’o, tra la rigogliosa e selvaggia natura, la spiaggia nera del Pacifico e con l’amore di Malia e Augie. Nainoa porta con sé un po’ di quella notte magica, è figlio anche di quella marcia di spiriti. Sua madre lo sa da subito, da quando Nainoa si sveglia la notte in preda a sogni burrascosi, vividi, che sembrano preannunciare la decadenza della società tradizionale hawaiana in mano agli haole, i ricchi bianchi investitori di fine anni ‘90. Il potenziale del ragazzo sarà presto sotto gli occhi di tutti, le sue gesta incredibili non possono passare inosservate, Nainoa è una risorsa preziosa per la famiglia, per l’isola intera forse. Ma quanto può essere impegnativo per un giovane ragazzo portarsi appresso non solo la consapevolezza della propria diversità, delle proprie straordinarie capacità, ma anche la responsabilità di essere l’ancora di salvezza, l’occasione di riscatto della famiglia? Quanto può essere frustrante per i fratelli, Kaui e Dean, non avere mai nemmeno la speranza di stare sullo stesso piano del fratello, come se loro non avessero alcun talento, alcuna capacità? Si è mai accorto qualcuno che anche loro potrebbero essere una risorsa per questa famiglia? Forse è tutto troppo, forse gli ali’i non volevano questo per loro...

Squali al tempo dei salvatori (insignito ad aprile 2021 del PEN/Hemingway Award for Debut Novel) è un incredibile e mistico viaggio nella parte più selvaggi e genuina delle isole Hawaii, che non sono solo mare paradisiaco, surf e frutta esotica. C’è la povertà, c’è la crisi economica fulminante che segue lo sfruttamento delle isole messo in atto dagli occidentali, così come ci sono i miti dell’isola, il folklore, i canti tipici accompagnati dall’hukulele, sommessi ed evocativi. Il romanzo di Kawai Strong Washburn (autore hawaiano di origini, americano di adozione) non è una cartolina per turisti, non è una brochure informativa del luogo, è quasi una testimonianza, un omaggio alla potenza di questi posti, che legano a sé i figli della propria terra, per quanto lontano essi tentino di andare. È ciò che accade a Nainoa, a Kaui, a Dean, nuove generazioni che cercano occasioni nel continente, senza mai recidere quel filo con l’isola, che li richiama a sé nel momento del bisogno come un ventre materno. L’autore preserva nella scrittura i colori vividi, saturi, brillanti delle Hawaii, mutevoli a seconda della voce che narra, della luce che cambia, dello stato d’animo, accompagnando chi legge con il movimento ondulatorio, quasi sussultorio, della hula. Tutto e tutti sono in costante movimento in questo romanzo, tutto è in evoluzione, tutto troverà un senso alla fine, quando, ancora una volta, ci si fermerà ad ascoltare la voce dell’isola.