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St. Mawr

St. Mawr

Lu Witt ha sempre fatto di testa sua, rischiando a volte di finire in un mare di guai. Ma ogni volta, bene o male, ne è uscita vittoriosa e anche con Rico, pur se ha davvero rischiato di soccombere, le cose sono andate secondo i suoi desideri. Rico è ritornato da lei, docile, e l’ha sposata. E ora che Lu ha venticinque anni e il marito tre mesi in più, sono una coppia fantastica. Lui continua come al solito a flirtare con altre donne, ma lei abbozza e se la fa andare bene anche così. Lu è americana, proviene da una famiglia della Louisiana emigrata in Texas. Moderatamente ricca, conta come unica parente solo la madre. Appena dodicenne, è stata inviata a studiare in Francia e, una volta conclusa la scuola, è scappata da Parigi a Palermo, poi a Biarritz e a Vienna, infine a Monaco, a Londra e a Roma. E proprio nella città eterna conosce Rico, anche se la loro relazione amorosa prende il via a Capri. Rico ha ventidue anni, è bello ed elegante, i suoi pantaloni hanno vistose macchie di pittura e l’uomo sciupa una cravatta ogni volta che se la sfila dal collo. Rico è un ragazzo affascinante, che attira le donne di ogni età, è scaltro e sensibile, nonché di buon cuore. Resta affascinato dalla disinvoltura e dalla calma di Lu, ne apprezza il sapere ed è incantato dalla cadenza della sua voce e dalla cantilena americana che la caratterizza. Quando Rico e Lu diventano amanti, cominciano anche i guai: hanno entrambi un’influenza negativa l’uno sui nervi dell’altra. Lu si ammala e viene ricoverata in Umbria, in una casa della salute gestita da religiose. È sua madre a deciderlo, mentre Rico, che non sopporta affatto Mistress Witt – e il sentimento è reciproco – scappa prima a Parigi e poi in Australia, a Melbourne. La distanza, tuttavia, non riesce ad attenuare l’amore che unisce i due giovani: quando Rico propone alla sua amata di sposarlo, la giovane accetta. Dopo le nozze i due prendono in affitto una vecchia casa in Westminster e cominciano a frequentare un certo ambiente della società londinese. Rico diventa un ritrattista piuttosto alla moda e lei pure è quasi sempre alla moda: fa colpo su chiunque...

D.H. Lawrence – autore inglese di origini modeste, noto soprattutto per i due romanzi L’amante di lady Chatterley e Il serpente piumato – propone ai suoi lettori un romanzo breve, scritto di rientro da un viaggio in Inghilterra, nel quale l’autore, la cui vita è caratterizzata da innumerevoli viaggi tra il Vecchio e Nuovo Continente, mostra la propria disapprovazione nei confronti della civiltà inglese, considerata piuttosto superata, se raffrontata a quella americana. La vicenda ruota intorno alla figura di un purosangue, St. Mawr, che Lady Carrington, una delle due donne protagoniste della storia, acquista a Londra per donarla al marito inglese Rico che, anziché il quadrupede, preferirebbe in realtà possedere un’automobile. Quando poi l’uomo, a seguito di un incidente causato proprio dall’animale, intende venderlo, il plot si anima e Lawrence, attraverso la figura di Lady Carrington e della madre, nonché del fiero purosangue, intende sottolineare la forza autentica e in buona parte indomabile della natura. Schietto e autentico, lo scritto di Lawrence punta il dito contro la società moderna, in nome di un ritorno a quanto di più naturale e istintivo la vita possa offrire, incarnato appunto dalla maestosità e indipendenza del cavallo. L’autore britannico omaggia i propri lettori di pagine intrise, come sempre, di lirismo e poesia; la traduzione accuratissima di Elio Vittorini conferisce, se possibile, maggior spessore a un testo che, pur nella sua brevità, racchiude la potenza della scrittura di Lawrence ed è un vero gioiello, uno di quelli da conservare gelosamente sullo scaffale della libreria di casa e da sfogliare di tanto in tanto, quando si ha il desiderio di tuffarsi tra descrizioni di paesaggi che paiono fotografie e analisi dell’animo umano condotte con lucidità, sapienza e nessuna retorica. Il romanzo è stato pubblicato in italiano in varie edizioni risalenti agli anni Settanta e ormai esaurite con il titolo Il purosangue.