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Storia dei miei soldi

Storia dei miei soldi

Roma, quartiere Monti. La scrittrice incontra l’attrice Clara T. mentre sta aspettando un’amica all’angolo tra via Leonina e via Urbana. Clara T. è alla trattoria di fronte e sta facendo volare le sedie. Un uomo le tira uno schiaffo e Clara T. esce dal posto insultando tutti, per poi procedere verso via Leonina e fermarsi dove via dell’Angeletto incrocia via degli Zingari. La scrittrice decide di seguirla e di accertarsi che tutto vada bene. Le due donne si conoscono: quindici anni prima, Clara T. ha recitato in un film tratto dal secondo libro della scrittrice: le avevano intervistate insieme alla radio, in tv a Le Iene, avevano posato per servizi fotografici provocanti. Avevano avuto molto successo ma non si erano mai incontrate e ora sono lì, l’una di fronte all’altra. Clara T. la riconosce come quella del libro, la scrittrice le chiede se si sia fatta male e poi le paga un chinotto. Clara T. si tocca lo zigomo e le dice che è lo stesso che si era ustionata a quattordici anni e per il quale l’avevano risarcita di diecimila euro, che lei avrebbe voluto mettere da parte, ma che suo padre aveva poi investito nella sua attività di venditore di scarpe. Dopo aver ascoltato questo e i motivi del litigio di poco fa, la scrittrice fa per alzarsi, quando Clara T. la prende per il braccio e le chiede dieci euro...

Storia dei miei soldi è un libro talmente sincero, onesto, vero e appagante che, prima della sua uscita, un ladro di manoscritti ne ha rubato le bozze finali. Sarebbe poetico se tale ladro fosse Filippo Bernardini, il ragazzo che ha praticamente truffato le case editrici di mezzo mondo, arrivando a leggere i romanzi prima della loro pubblicazione solo per il gusto di farlo. Storia dei miei soldi è anche rientrato nella dozzina del Premio Strega, presentato da Nadia Terranova perché, cito, «risulta un romanzo magnifico, scivoloso e sapiente, che gioca con il grottesco, con il doppio letterario, con l’autofinzione, scritto dalla voce saggia di una donna capace di abbracciare la bambina che non smetterà mai di portare dentro. Una voce insieme millenaria e infantile, e perciò, senza necessità di pose o travestimenti, semplicemente e naturalmente magica». Storia dei miei soldi è l’ottava opera di Melissa Panarello (Tre, La Bugiarda, Il primo odore) che, dopo il primo e discusso romanzo 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire ha scritto saggi, collaborato con giornali e aperto un’agenzia letteraria. La protagonista di Storia dei miei soldi è l’attrice Clara T. che, a seguito di un incontro fortuito con l’autrice del romanzo da cui è stato tratto il film che l’ha resa famosa, decide di aprirsi e di raccontarle la sua storia. O meglio, più che la sua storia, la storia dei suoi soldi appunto, perché, come dice la stessa Clara T. è dagli estratti conto che «conosci le persone, da cosa scappano e da cosa si sono fatte sedurre, se vuoi conoscere il passato e il futuro di qualcuno, è lì che devi guardare». I soldi di Clara T. raccontano una storia di abusi, di violenza economica, di denaro prestato e mai più tornato indietro, di sudditanza psicologica rispetto a una madre anaffettiva, di pagamenti mancati da parte di un agente avido (e qui è evidente la frecciatina della Panarello alla sua ex casa editrice), di amori tossici e amori di opportunità. In Storia dei miei soldi c’è davvero tutto ed è tutto detto con brutale onestà: i soldi muovono il mondo: chi li ha se ne vergogna, chi non li ha se ne vergogna ancora di più. Di soldi si può e si deve parlare. La Panarello non vincerà lo Strega, ma intanto ha scritto uno dei romanzi più sinceri, crudi e veri che si siano visti da un po’ di tempo a questa parte.