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Storia del mare

Storia del mare

Quattro miliardi di anni fa sulla Terra il mare probabilmente c’era già, ma sicuramente era molto diverso da come è adesso. “(…) Un’acqua scura, nauseante, scossa da onde gigantesche”, colma di sostanze tossiche, che si infrangeva violentemente su coste rocciose e pendici di vulcani, sotto un cielo rosso e una fitta, continua pioggia di cenere. Ma da dove veniva tutta quell’acqua? Parte da questa semplice e al tempo stesso complessissima il viaggio lunghissimo e appassionante di questo libro. La Geologia, la Paleontologia, i fossili, la tettonica delle placche e le caratteristiche dell’oceano che avvolgeva Pangea; l’evoluzione delle specie animali marine e la spaventosa apocalisse di 252 milioni di anni fa, alla fine del Permiano, quando il 90% delle forme di vita sul nostro pianeta si estinse. Poi la struttura delle coste e dei fondali marini, le dorsali e le zone di subduzione; i venti, le correnti e il moto ondoso. E circa 3,2 milioni di anni fa entra in scena l’uomo, o almeno i suoi progenitori, che un milione e settecentomila anni fa iniziano a migrare e lentamente colonizzano l’intera superfice terrestre, inaugurando il loro rapporto con il mare. La prima sfida epocale di cui si ha notizia è la migrazione dei Lapta, che da Taiwan e Filippine giunsero fino in Nuova Guinea, Vanuatu, Figi, Samoa e Tonga sfidando il mare aperto su piccole ma solide imbarcazioni. E poi una breve storia della pesca, delle civiltà marittime, delle battaglie, dei commerci, delle colonizzazioni e delle esplorazioni. Infine il mare nella letteratura e nell’arte, i miti e i misteri, il ruolo del mare nella vita di tutti i giorni, l’inquinamento marino, il climate change e la tutela ambientale…

Alessandro Vanoli, storico e divulgatore, già docente alle Università di Bologna e di Milano e ora collaboratore di RAI e “Corriere della Sera”, racconta: “Cosa vuoi fare da grande? L’oceanografo, risposi convinto. Avevo dieci anni. Ricordo che qualcuno rise. Ma per me era una cosa estremamente seria: io quella parola l’avevo imparata dai racconti che ascoltavo in televisione e che leggevo nei libri. (…) E non importa se poi alla fine non ho fatto l’oceanografo: è da quei racconti che ho imparato ad amare il mare. E soprattutto è da essi che ho imparato a pensarlo come un insieme complicato, dove le storie delle onde, delle scogliere, degli uomini e dei pesci si fondono inevitabilmente”. Un insieme complicato che qui è raccontato senza linearità, seguendo il filo (a volte tortuoso) di un discorso, come siamo abituati a veder fare a divulgatori come Alberto Angela, Carlo Lucarelli o Mario Tozzi in tv. Narrazione, più che trattazione sistematica: non “una cronaca minuziosa di fatti e di cose” – come recita la quarta di copertina – ma “un racconto fatto di volti, immagini, suoni e colori”. Il linguaggio è assolutamente laico, semplice: questo volume di quasi seicento pagine, di grande formato e dalla grafica elegante (complimenti a Francesca Zucchi) – bellissimo anche come oggetto, perfetto per un regalo – non è certo per addetti ai lavori o per chi è in cerca di approfondimenti e disamine tecniche. Chi si approccia a Storia del mare aspettandosi un saggio storico-scientifico potrebbe esserne molto deluso: chi lo legge con gli occhi di un ragazzo ne resterà estasiato.