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Storia di Marú che sapeva ascoltare la bellezza del mondo

Storia di Marú che sapeva ascoltare la bellezza del mondo

Oaxaca, Messico. Tra le lacrime e la polvere, una bambina è per terra a proteggersi dalle botte di un gruppo di delinquenti alla ricerca di qualche pesos da tirare su senza troppa fatica. Tra le mani la piccola ha un solo dolcissimo alfajor. Da quel giorno sono trascorsi ottantacinque anni e Marú, in sella alla sua inseparabile bicicletta, dispensa dolcetti ai bambini per strada e in orfanotrofio. Lo stesso nel quale era cresciuta. Fino a quando lo sguardo di don Humberto incrocia quello di Marú per cambiarle la vita. A soli quattordici anni scopre di essere incinta. Ma il figlio Santiago, dopo tredici anni, l’abbandona. Ora, dopo tanto tempo, scopre di avere un nipote ma di non avere più un figlio. Elmer, come suo padre, a tredici anni è fuggito via e Marú decide di mettersi in viaggio decisa a ritrovarlo. Avrebbe pedalato e basta, incurante di eventuali possibili ostacoli: “Pedalare, amare, sorridere. Le sole cose che, a giudizio di Marú, valeva di pena di fare tra il momento di nascere e quello di morire”. Ad ogni pedalata la vita le viene incontro con una sorpresa: persone e storie come doni preziosi da cui imparare e ai quali lasciare un pezzo di saggezza maturata. Come Francisco Javier che da ragazzino di strada diventa pugile educatore per altri ragazzini senza famiglia. Da qui, ogni incontro la avvicinerà sempre più alla sua meta…

Prima opera di Gabri Ródenas, scrittore e giornalista spagnolo, pubblicata in Italia, Storia di Marú che sapeva ascoltare la bellezza del mondo percorre il solco letterario tracciato dal cileno Sepúlveda e dal peruviano Bambarén. E come per le opere dei sui predecessori sudamericani, è un romanzo leggero e profondo allo stesso tempo, da leggere d’un fiato consapevoli della scia di spunti di riflessione che rimangono a beneficio del lettore anche dopo la lettura. Gli aforismi che aprono ciascun capitolo e un’introduzione che incoraggia a lasciarsi trasportare dalla lettura promettendo un cambiamento radicale di prospettiva nella visione della vita, rendono, infatti, il racconto (in alcuni tratti rocambolesco) un espediente letterario per parlare del viaggio interiore, della vita con le sue difficoltà e ferite, ma anche con le sue gioie e bellezze. Apparentemente le numerose casualità sono frutto del fato ma, ci ricorda Ródenas attraverso la delicata e coinvolgente storia di Marú, il mondo non è caos né fortuna, piuttosto è l’insieme delle risposte alle domande fatte con il cuore libero dai pregiudizi e dai preconcetti. La saggezza di Marú sta tutta nella consapevolezza di essere un battito di ciglia nella storia del mondo. La felicità, ci insegna Marú, è nelle relazioni, nella capacità di essere veri, di saper ascoltare con il cuore, nel non aver paura di sé e dell’altro. Nell’avere semplicemente il coraggio di vivere. Fino in fondo e ogni attimo.