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Storia di Mila

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Mila ha undici anni, gli occhi verdi come i laghi d’inverno e i capelli rossi come le fiamme nel camino. Vive sull’Altopiano dei Sette Comuni, in mezzo alla natura, insieme ai nonni Gastone e Maria. Se c’è una cosa che non sopporta, oltre al colore dei suoi capelli, sono le ingiustizie. Da qualche tempo sono tornati i lupi, o almeno così pensa il nonno: sono sparite alcune galline dal pollaio e Gastone ha trovato delle tracce che non sembrano impronte di volpe. I lupi del resto hanno sempre vissuto sull’Altopiano, anzi sono stati i signori incontrastati dei boschi fino a quando i cacciatori non li hanno uccisi quasi tutti. A scuola, invece, c’è Alberto Caregnato, detto Ganassa per via delle guance grandi. Ogni volta che ne ha l’occasione se la prende con lei e con la sua amica Cate, e Mila fa fatica a non rispondere alle provocazioni. Intanto si scatena la caccia al lupo: anche se sarebbe meglio informare la Forestale, un gruppo di uomini, capeggiati da Ruggine, si fa giustizia da sé. Quel che è successo non è giusto, Mila lo sa. E conosce anche un altro pezzetto della storia, noto solo a lei. Non le piacciono i segreti, ma ancora meno le piacciono le ingiustizie, perché “quando succede qualcosa che riteniamo sbagliato, dobbiamo lottare perché non accada di nuovo”…

Autore, traduttore e sceneggiatore, Matteo Strukul è noto al grande pubblico soprattutto per I Medici, tetralogia di romanzi storici che si è aggiudicata, con il primo volume della serie, il Premio Bancarella 2017. Ma qui i lettori di Strukul troveranno il riferimento a un altro libro, e in particolare a un personaggio conosciuto in precedenza, Mila Zago de La ballata di Mila: bambina. Nome e cognome corrispondono, così i capelli rossi e l’Altopiano come luogo di crescita e formazione. Il resto forse è coincidenza, forse è suggestione di un nome che porta con sé un tratto distintivo: il senso della giustizia. Ognuna a suo modo, per così dire, o a seconda delle possibilità concesse dall’età, la Mila della ballata e la Mila di questa storia mettono a posto ciò che non è giusto, con le proprie mani, senza lasciarsi condizionare dalla paura o dalle possibili conseguenze. Perché ognuno “deve scegliersi il branco con cui correre” e restare fedele alle proprie convinzioni. Mila e la piccola lupa Selva piaceranno alle lettrici e ai lettori che amano le storie selvatiche, i boschi e le grotte, i bulli che escono sconfitti, i finali che dicono chiaro quello che c’è da capire. Linguaggio semplice, tinte nette. Dagli 8 anni.