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Storie ciniche

Storie ciniche

Louise, una giovane debole di cuore, accetta di sposare Tom Maitland, un uomo ricco e atletico che la tratta con ogni cura possibile, sapendo che la donna ha pochi anni da vivere. Quando con grande sorpresa Louise rimane vedova, tutti sono convinti che presto raggiungerà il defunto marito nella tomba. La donna si risposa invece con un militare, solo per rimanere di nuovo vedova nel giro di pochi anni… Dopo aver scandalizzato tutti con il suo comportamento volubile e avere avuto una lunghissima schiera di amanti, Elizabeth si sposa con Peter, un giovanotto che ha la metà dei suoi anni, e in breve tempo si trasforma in una moglie modello lasciandosi per sempre alle spalle il suo peccaminoso passato… Quando un incendio mette a fuoco l’abitazione dei coniugi Forestier, il capitano non esita a buttarsi tra le fiamme per salvare la cagnetta della moglie, rimasta chiusa nella cucina. Purtroppo il nobile gesto lo condurrà alla morte e la moglie viene accolta da Fred Hardy, verso cui il marito nutriva un odio profondo e quasi inspiegabile… Il senatore Le Sueur accompagna la moglie a una sfilata di collezioni primaverili e tra le indossatrici scorge Lisette, di cui si innamora a prima vista. Deciso a fare la sua conoscenza, invita a cena la ragazza insieme alla zia vedova, con cui la giovane vive in un modesto appartamentino… Con grande dispetto della cognata, l’altezzosa Mrs Tower, Jane Fowler decide di convolare a seconde nozze con Gilbert Napier, un architetto molto più giovane di lei… Tra gli ospiti della cena organizzata da Miss Gray ci sono il giudice Landon e i coniugi Craig, che però all’insaputa della padrona di casa avevano già avuto modo di incontrarsi in circostanze precedenti… La famiglia Skinner sta preparandosi per andare a cena, ma prima è necessario chiarire cosa sia successo davvero al marito della sorella maggiore, morto da poco per suicidio… Tre grasse signore di Antibes hanno enormi problemi nel rispettare le diete che vengono loro imposte e la situazione peggiora nel momento in cui devono trovare una quarta persona per poter giocare a bridge…

Storie ciniche raccoglie undici racconti scelti tra la vastissima produzione di William Somerset Maugham. Assurto alla fama fin dall’esordio con Lisa di Lambeth, Maugham consolidò poi la sua posizione nel mondo letterario soprattutto grazie alla sua produzione teatrale e a romanzi quali Schiavo d’amore, Il filo del rasoio, Il Mago, La luna e sei soldi. Anche come scrittore di racconti Maugham seppe però raggiungere risultati considerevoli tra cui vanno ricordati ad esempio Pioggia e il ciclo di storie dedicate ad Ashenden, che tra l’altro funsero da ispirazione per Ian Fleming nel momento di dar vita alla figura del famoso James Bond. Queste Storie ciniche danno un saggio eloquente della capacità di Maugham di mettere in luce con pochi, vividi tratti i difetti e le ipocrisie dell’alta società di cui lo scrittore era un frequentatore abituale. Alcune storie hanno un’ambientazione coloniale e si ricollegano all’esperienza diretta dell’autore, che a più riprese ebbe modo di soggiornare nel Sud-Est asiatico. In altre le protagoniste sono per lo più donne di mezza età alle prese con improbabili matrimoni con uomini molto più giovani di loro, oppure coinvolte in vicende a volte tragiche, a volte comiche e grottesche. Quale che sia lo spunto narrativo di partenza, Maugham non assume mai una posizione moraleggiante di condanna o biasimo, limitandosi a ritrarre la realtà per quella che è. «Deve essere un mio difetto, ma i peccati altrui non mi scandalizzano – sempre che non mi riguardino personalmente»: in questa affermazione di Maugham troviamo non solo una presa di posizione davanti al mondo, ma una vera e propria dichiarazione di poetica. Compito dello scrittore non è dare giudizi, ma riuscire a far rivivere davanti ai nostri occhi le storie dei suoi personaggi. Più che di cinismo, si potrebbe parlare in questo caso di disincanto, l’atteggiamento di chi, sapendo di non potersi aspettare molto né dalla vita né tantomeno dagli uomini, trova nella scrittura la sola consolazione. Una scrittura scintillante che non risente per nulla del passare del tempo e che anzi invecchiando migliora, proprio come succede a certi vini pregiati.