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Storie di clima

Il riscaldamento del pianeta è un’evidenza consolidata a livello scientifico, con un aumento della temperatura media globale di circa 1,1°C rispetto all’era preindustriale (1850-1900), ma con aree del pianeta, come le zone artiche, che stanno riscontrando valori anche superiori. Tale aumento delle temperature, relativamente rapido e ampiamente provocato da attività antropiche, si sta manifestando con effetti importanti a livello globale: il riscaldamento degli oceani e l’aumento del livello del mare; la fusione sia dei ghiacciai marini dell’Artico sia di quelli continentali della Groenlandia, dell’Antartide e delle grandi catene montuose; l’aumento di intensità e frequenza di eventi meteorologici estremi. Effetti drammatici sono anche quelli sociali come la forte fuga dalle campagne e le diffuse migrazioni forzate, i nuovi conflitti (comprese le guerre) per le risorse e la restrizione dei diritti umani, diseguaglianze di reddito e di genere. Nel corso soprattutto degli ultimi secoli le attività umane hanno introdotto profonde modifiche non solo nel clima ma anche nell’ambiente terrestre e marino, per questo si parla di Antropocene e di raggiunti confini planetari. Le cause dei cambiamenti climatici sono essenzialmente dovute all’incremento, sin dall’inizio dell’era industriale, delle emissioni di gas serra: anidride carbonica, metano e biossido di azoto in particolare, nei settori di produzione e consumo di energia e di cibo connessi all’attuale stile di vita e di consumo. Servono con urgenza sia la riduzione delle emissioni che gli adattamenti sostenibili. L’Accordo di Parigi del dicembre 2015 appare senza dubbio importante, tuttavia è privo di impegni concreti e vincolanti, troppo dilatato nel tempo…

I professionisti trentini Roberto Barbiero, climatologo e divulgatore scientifico, e Valentina Musmeci, scrittrice e fotografa, hanno raccolto e narrato alcune interessanti esperienze concrete e quotidiane di individui e comunità alle prese con il clima che cambia. Dopo la prefazione di Luca Mercalli, la breve presentazione comune e due distinte introduzioni, “La crisi climatica: un’emergenza per l’umanità” lui, “La narrazione dell’insicurezza” lei, seguono quindici storie, firmate ora dall’uno (11) ora dall’altra (4) con protagonisti: Giulio Gelardi e Antonio Scannavino in Sicilia; Barbara Avellino, viticoltrice a Rovescala nel lombardo Oltrepò Pavese; Elisabetta Foradori, viticoltrice nell’area trentina del parco del monte Baldo; Andrea Mustoni nel trentino Parco naturale Adamello Brenta; Sebastiano Iogna, udinese emigrato in Patagonia dove produce mele e pere; Lourdes Lou Nathalie, volontaria nella metropoli Cordoba dell’Argentina centrale per la Fundación TierraVida; Rosauro Gonzales Ramirez in Messico; Ana Nieves, studentessa e giornalista presso la Fundación porCausa a Madrid; i coniugi Claudia Heckl e Roberto Damijanjeviç sull’isola di Cres in Croazia; Mohamed Bagdi in Marocco nella regione di Ferkla, colpita dalla desertificazione; Joanita Babirye in Uganda nella regione del Karamoja, per Girls4Climate; Nouhad Awwad, coordinatrice a Beirut dell’Arab Youth Climate Movement del Libano, che molto si occupa anche dei rifugiati climatici siriani; Pradeep Battharai tra le montagne himalayane in Nepal; Lan Vu Cong in Vietnam, dove contrasta il land grabbing. Concludono il volume quattro splendidi reportage fotografici di Valentina Musmeci, due fra le donne navajo pastore di pecore in Arizona, due fra le comunità dei sami nella calotta polare fra Finlandia e Norvegia. In fondo al volume un’utile sitografia.