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Storie di fantasmi del Giappone

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In una sonnolenta giornata estiva, con poche nubi bianche nel cielo azzurro, Urashima Tarō lascia la costa di Suminoyé per andare a pescare. Rema pigramente, poi lascia andare la barca alla deriva. Aspetta a lungo, ma trae a bordo solo una testuggine. Non è una buona pesca, è l’animale sacro al Dio Drago del mare e non può essere uccisa; quindi, con delicatezza, la stacca dalla lenza e la lascia andare, con una preghiera agli dèi. Tanto è il caldo che si assopisce, quando dal mare emerge una bellissima fanciulla…. In un piccolo villaggio di campagna giapponese vive la numerosa famiglia di un contadino. Tanti i figli e le figlie e non c’è di che sfamarli. Tutti aiutano nei campi e in casa, tranne il maschietto più piccolo, poco adatto ai lavori pesanti. È gracile e mingherlino, ma molto intelligente, tanto da spingere suo padre a portarlo presso il tempio del villaggio per farne un prete. Viene accettato come accolito e avviato al sacerdozio. Il ragazzo impara in fretta, è obbediente, ma ha un difetto. Disegna gatti durante le ore di studio e per giunta in ogni dove: su libri, quaderni e paraventi, è un vero artista. Questo però, irrita il vecchio prete che lo caccia dal tempio. Sarà questo suo talento e i tanti gatti dipinti a proteggerlo in una buia sera…. Kazariya Kyūbei, un noto mercante di Kyoto, ha una serva di nome Tama. Lui e sua moglie la trattano con gentilezza e lei è sinceramente affezionata a loro. Brava e rifinita nel lavoro non lo è altrettanto nella cura del suo aspetto. Gli abiti sono semplici e consumati, puliti, ma sciatti. Dopo cinque anni di servizio presso Kyūbei, la moglie del mercante alla fine le domanda come mai non si rendesse ben presentabile. Tama arrossisce e con estremo pudore rivela il perché…

Immergersi in questi racconti del folclore ancestrale giapponese è un viaggio affascinante in compagnia degli yōkai. Sono spettri, apparizioni inquietanti che si manifestano in molteplici modi e sotto tante forme diverse. Oltre al classico fantasma della fanciulla eterea con i lunghi capelli che le coprono il viso, incontriamo: yōkai dalle teste mozzate, quelli che allungano il loro collo per osservare gli esseri umani, una fanciulla delle nevi e la spuma del mare. Sono leggende tramandate oralmente, che grazie a Lefcadio Hearn e alla bella traduzione di Ottavio Fatica, adesso possiamo leggere. È una scrittura impegnativa, letteraria nel senso più profondo della parola e densa di passato. Numerose le tematiche, ma la più ricorrente è quella della reincarnazione. Obiettivo di questi racconti in particolare è quello di venire a patti con il mondo del soprannaturale e considerare la morte come un passaggio, senza nulla di spaventoso. Emblematico è il racconto Sulla montagna di crani umani. Questo bellissimo libro illustrato è un omaggio a Lefcadio Hearn. Uomo dalla vita complicata e avventurosa al tempo stesso. Nato in Irlanda, orfano e reietto, dopo varie peregrinazioni approda in America, diventando giornalista per “Enquirer”. Scrive romanzi e nel 1890 accetta l’invito del suo amico ambasciatore del Giappone e si trasferisce a Yokohama. Qui trova la serenità, l’amore e scrive le sue maggiori opere. È uno dei primi occidentali ad ottenere la cittadinanza giapponese e per sottolineare l’onore che il popolo nipponico gli tributa, a lui è dedicato anche un Museo memoriale a Matsue, dove ha vissuto. Adelphi ha pubblicato Ombre giapponesi, raccolta di racconti di Lefcadio Hearn, ma l’edizione de L’ippocampo di Storie di fantasmi del Giappone contiene anche degli inediti. Quello che rende ancor più prezioso il libro è la bellezza e la pertinenza delle illustrazioni di Benjamin Lacombe, uno dei massimi rappresentanti dell’illustrazione francese. Dal tratto inconfondibile, con una grande passione per il Giappone, l’illustratore esalta il contenuto dei racconti, evocando visivamente turbamenti, passioni e spaventi. Un libro prezioso da leggere e conservare con cura, arricchito anche da un capitolo con i giochi di yōkai: rebus, ideogrammi nascosti e percorsi numerati.