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Storie scellerate

Storie scellerate
Interno giorno. Una ex moglie fa visita al suo ex marito, che è tornato alla vita da scapolo - casa piccola, abitudini da studente universitario fuori sede. Vuoi o non vuoi, si ricrea una certa complicità: una pizza, una birra e si finisce sul divano - anzi, sulla poltrona, che un divano in casa lui non ce l'ha. L'indomani mattina, ci si sveglia insieme, si compiono i soliti vecchi gesti insieme, sembra quasi che "noi" sia tornato a voler dire "noi". Poi, inevitabile, l'idea: tornare a fare i giochi di ruolo e le foto come una volta... Un padre telefona alla figlia sposata annunciando di avere poco da vivere. Conoscendo il tipo - da sempre (anzi, non da sempre, ma dall'estate del 1969, quella dell'allunaggio) lui si comporta in modo strano, tra insopportabili mutismi e canzoni cantate a squarciagola, tra ipocondrie selvagge e depressioni profonde - lei si fa passare la madre, che minimizza tutto. La breve telefonata diventa l'occasione per un flusso di ricordi inarrestabile... Pamela, aspirante soubrette/velina/modella/diva dei reality, ormai non ce la fa più: ha deciso di mollare il suo manager Michele, uno sfigato di mezza età che non si accontenta di scoparsela promettendole mari e monti e rimediandole invece solo serate alle sagre paesane, ma addirittura la fa andare a letto con questo o quello perché "può esserci utile". L'occasione per farla finita con lui e passare sotto l'ala protettiva di Ronnie, un giovane PR rampante con le entrature giuste e un fisico da paura, verrà stasera, quando Pamela sarà la grande attrazione dell'inaugurazione di una pasticceria di un paesino del sud: farà il bagno in bikini dentro una vasca piena di cioccolato fuso... Gloria ringrazia Iddio di essere bella, e quando incrocia una donna brutta per strada si domanda come faccia a vivere; Gloria ha iscritto il figlio alla migliore scuola privata che c'è, ma questo non ha risolto le inquietudini del bambino; Gloria è sempre truccatissima ed elegante e corre dal massaggiatore appena sente una nota stonata in un complimento; Gloria ha per amante un giovane amico del marito, e pensa a lui tutto il giorno: solo una volta hanno dormito insieme, e la notte ogni tanto lei si svegliava per rifarsi il trucco, perché voleva che lui non la vedesse sciatta...
Rapporti familiari malati eppure profondi ed emozionanti, corpi e anime in vendita come marchi di bigiotteria, canne e ribellione alla solita vita da paese, appassionati di calcio russo, difficoltà inattese nello scavare la fossa a un cane, mogli annoiate di scrittori famosi: trovare non dico un tema comune ma un filo conduttore nei 13 racconti che Ettore Malacarne (presente anche con un suo testo) ha raccolto in questa antologia è impresa disperata - se non addirittura inutile. Sì, d'accordo, Storie scellerate quindi istantanee del degrado sociale, culturale e sentimentale di questo Paese, variazioni sul tema di uno status quo malato... ma sono definizioni, ambiti, approcci nei quali può rientrare di tutto e di più. Posto che non è affatto chiaro quello che questo bel volumetto è, è chiarissimo invece quello che non è, e cioè una galleria di 'mostri' à la Dino Risi, un bestiario moderno che incarni iperbolicamente e allegoricamente vizi e orrori italiani. Fatta pace con l'eterogeneicità dell'antologia (che non è mica per forza un male, anzi), va detto che comunque il tentativo di raccogliere alcune voci del panorama letterario 'giovane' è di per sé meritorio, e lo diventa ancor di più se consideriamo la qualità medio-alta delle proposte. Come in certi album pop-rock, i pezzi 'forti' sono all'inizio: se tutti i racconti fossero rimasti al livello di "Il sostituto" di Luca Ricci e "Strangers in the night" di Elena Varvello non ci saremmo trovati di fronte a un libro di buona qualità, ma all'antologia del decennio.