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Stuck off!

Stuck off!
Sono arrivati nel momento di maggior bisogno, quando tutto sembrava ormai perso. Ci hanno trovati loro, senza che noi provassimo a cercarli. Erano dolci e gentili, le loro conoscenze scientifiche hanno salvato il mondo. Così, senza chiedere nulla in cambio, ci hanno aiutato a risanare i guasti dell'inquinamento e dell'eccessivo sfruttamento di questo nostro vecchio mondo. Questo, almeno, è ciò che loro ci hanno fatto credere. E come poter dubitare di una simile buona fede apparente?
Lettura veloce ma densa. Questo racconto affonda le radici nella classica tradizione fantascientifica dell'incubo "alieno". Per intenderci, le tematiche anni Cinquanta esplorate da romanzi come Gli invasati di Jack Finney. In quel caso la trama si accentrava tutta sulla tranquilla provincia americana, qui invece non abbiamo una forte caratterizzazione del luogo. Tutto si svolge in una generica Milano del futuro. Come nel capolavoro di Finney, il flusso degli eventi passa dalla visione soggettiva del protagonista. Inoltre, altra caratteristica comune, il dubbio è innescato da un banale episodio casuale. Proprio il dubbio porta il protagonista al crollo totale di ogni sua certezza, dal lavoro all'amore della vita, dalla tranquillità quotidiana alla fiducia nel futuro. Tutto vacilla e viene giù come un castello di carte nel rapido giro di un paio di pagine. E qui si innesca il tema del viaggio nel tempo, altro tema sacro alla tradizione. Forse l'eccessiva densità della storia ne rappresenta il punto debole. La compresenza di almeno due tematiche importanti avrebbe richiesto uno sviluppo maggiore, l'approfondimento del contesto se non anche della psicologia del personaggio avrebbe giovato molto al tutto.