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Suites acide - Storie di ragazze rotte

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Oltre allo studio del pianoforte e alle lezioni private, Isabel lavora anche in un bar. Le piace cerchiarsi gli occhi di nero e indossare collanine con le borchie. Quella sera è stanca, ha dormito meno di cinque ore, non ha voglia di rispondere agli sguardi di quello sconosciuto rasato e pelato, simile a un neonazi che si è fermato a bere un drink solo perché dietro al bancone c’è lei. Però la attrae quell’outfit da bad boy, quel continuare a bere con un certo disgusto, quello sguardo deciso… Giulia è a Roma per uno stage nella redazione di “Rock On”. È l’inizio della realizzazione del sogno della sua vita: lavorare nella redazione di un giornale che le consenta di intervistare i frontmen di rock band leggendarie. Un bel passo in avanti rispetto alle cronache locali a cui era abituata. Ma la passione non basta: Flaminia, la sua capa, è una stronza arrivista che si diverte a sfruttare i suoi sottoposti, a sopraffare gli altri, a mettergli i bastoni tra le ruote. E così vacilla il sogno… E poi Mia, che ora può reimmergere i piedi nella sabbia calda del Cilento. Ma il ritorno da Lipsia la espone agli sguardi giudicatori e compassionevoli della comunità, mai del tutto convinta che abbandonare casa sia stata la scelta migliore. Ora come minimo dovrà spiegare che è tornata perché l’assegno di ricerca è scaduto e non glielo hanno rinnovato. Un fallimento, agli occhi degli altri…

Seguendo una scansione ritmica e temporale che richiama le suites musicali di Bach composte di più tempi di danza, Suites acide entra in modo molto diretto nella vita e nelle fragilità di tre giovani donne — Isabel, Giulia e Mia ¬— alle prese con le difficoltà del trambusto quotidiano, marcato dal lavoro, dalle relazioni, dai desideri, dagli obblighi e dai giudizi degli altri. Tre ragazze in gamba, volenterose e dedite a quello che fanno che si scontrano con la durezza del mondo e delle persone e che barcamenandosi tra le proprie fragilità e le complicazioni esterne provano a raggiungere un equilibrio e una via di autoaffermazione, difficile di per sé nella vita, ma ancora di più se si è donna. Ne nasce un moto di indipendenza, ovvero la ribellione a un mondo esterno che tenta di sopraffarle. E se la vita fuori è dura e ingiusta, spesso non rimane che il ritorno alle origini, alla casa, alla famiglia — perché è nella famiglia che ci sono le persone che ci capiscono e che soffrono con noi se noi soffriamo – ma questa volta come persone che hanno individuato la loro strada e che sono riuscite ad affermarsi nei loro desideri e nelle loro scelte. Insomma, tre ragazze che se appaiono fragili e in balia di vittorie e sconfitte, in realtà si rivelano forti e decise a essere prese in considerazione e a non lasciare la loro vita in mano agli altri.