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Superman - Le storie di Alan Moore

Superman - Le storie di Alan Moore

Batman, Robin e Wonder Woman si recano alla Fortezza della Solitudine per consegnare a Superman il loro regalo di compleanno. Giunti a destinazione trovano l’Uomo d’Acciaio preda di un misterioso stato vegetativo a quanto pare provocato da una specie di pianta, probabilmente di origine aliena, che sembra essere incollata al suo petto. La pianta è infatti entrata in simbiosi con Superman che, in quello stato di sospensione dalla vita reale, sogna ciò che non è mai riuscito ad essere, ossia un normale padre di famiglia kryptoniano... Dopo la morte di Superman Lois Lane si è risposata ed ha avuto un bambino. Un giornalista del Daily Planet è incaricato di intervistarla poiché, in quanto testimone della fine del super-eroe, può raccontare come si svolsero effettivamente i fatti. Lois racconta che Superman, appena ritornato sulla Terra dopo un lungo periodo passato nello spazio, venne attaccato in rapida sequenza da molti dei suoi terribili nemici: prima da Bizzarro, poi da il Burlone e il Giocattolaio e infine da un esercito di Metallo che attaccarono la sede del Daily Planet. Superman fu quindi costretto a trasferire i suoi amici più cari al Polo Nord, nella Fortezza della Solitudine. Nel frattempo arrivò alla fortezza anche Brainiac (in precedenza impossessatosi del corpo di Lex Luthor) e la Legione dei Supercriminali del XXX secolo. Moltissimi super-eroi giunsero da ogni dove per aiutare Superman, tuttavia furono impossibilitati ad avvicinarsi alla Fortezza a causa di un potente campo di forza creato da Brainiac... Entrato in contatto con un misterioso fungo, Superman comincia ad riscontrare delle anomalie nei propri poteri che, ad intermittenza, spariscono. Il fungo è originario del pianeta Krypton e le sue spore, quando entrano in contatto con un essere umano, provocano febbre emorragica e allucinazioni risultando, in più del 90% dei casi, mortali. Mentre tenta di trovare un antidoto alle spore i suoi poteri cominciano a scomparire del tutto e quindi, come un animale ferito ormai certo della fine, va alla ricerca di un posto isolato dove poter morire...

Alan Moore è riconosciuto dalla maggioranza del pubblico come l’autore di Watchmen, ovvero uno dei titoli che più ha scardinato le regole nel mondo del fumetto a partire dalla seconda metà degli anni ’80: prima di allora le storie dei fumetti super-eroistici raramente erano state così pessimiste e dense di implicazioni esistenziali. Tuttavia molte meno persone sono a conoscenza del fatto che Moore, prima di scrivere il secondo dei suoi tre capolavori riconosciuti (gli altri due sono V for Vendetta – iniziato nel 1982 – e From Hell, risalente al 1991), ha redatto alcune storie del personaggio di punta della DC comics: Superman. La prima – intitolata “Per l’uomo che ha tutto” – risale al 1985 (più o meno in corrispondenza con il periodo della Crisi sulle Terre Infinite che stravolgerà il Multiverso DC) e segna l’inizio della collaborazione tra Moore – che già da qualche anno lavorava per la DC in veste di autore delle storie di Swamp Thing – e il disegnatore Dave Gibbons, in una sorta di ‘prova generale’ di Watchmen. In questa eccellente storia Superman, pur essendo ancora l’invincibile uomo d’acciaio ‘pre-Crisis’, nelle mani di Moore comincia già a mostrare il suo lato più umano e la sua fragilità, anticipando in pratica la vena malinconica che caratterizzerà gli ‘eroi’ protagonisti di Watchmen. La storia successiva, “Cosa è successo all’uomo del domani?”, fu pubblicata sugli ultimi numeri degli albi Superman e Action Comics ed è sicuramente una fra le più belle avventure mai realizzate, degna conclusione delle avventure dell’uomo di acciaio in attesa dell’imminente rinnovamento totale del personaggio affidato a John Byrne. Moore arrivò anche a minacciare l’editor Julius Schwartz qualora non gli fosse affidato l’importante incarico, ma lo ripagò riuscendo a celebrare l’essenza di ciò che era stato Superman fino ad allora, arrivando a presentare in un sol colpo praticamente tutti i personaggi, amici e nemici, che avevano popolato il suo mondo, coadiuvato in questo dall’inimitabile e ‘classico’ tocco di Curt Swan (illustratore principe del Superman della Silver Age) e George Perez, chiamati da Schwartz a disegnare la storia. A chiudere questo imperdibile volume l’incontro tra Swamp Thing e Superman, in una storia scritta da Moore assieme al disegnatore Rich Veitch che, pur risultando essere probabilmente la più debole delle tre, soprattutto a livello grafico, rimane un valido esempio dell’innovativo stile di scrittura del geniale scrittore britannico. Allora? Cosa aspettate a far spazio sulle mensole della vostra libreria?