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Swimming Lessons

Swimming Lessons

L’inizio di un amore, la scoperta, la passione, l’inesorabile trascorrere del tempo, la novità che diviene presto routine, la perdita della magia. “Non so disegnare / cose belle per te / né mischiare i colori / su una tela d’artista. / I miei acquerelli non si asciugheranno / trasformandosi in splendore”. Relazioni stroncate, sentimenti disillusi, un’identità che non ci appartiene, occasioni perdute e rimpianti: questa è la sequela di sensazioni e situazioni che ci vengono rivelate in questa raccolta. Amori delicati che rincorrono il sole con la spontaneità del girasole, destinati tuttavia a chiudersi presto, tramortiti dall’improvvisa assenza di luce. “Chi è come me deve / prendere carta e penna perché / i pensieri emergano / fuori, / altrimenti rimbalzano da una parte / all’altra del cervello / senza uno schema e senza / freni”. Un malessere proveniente dall’ignoto, dalla costrizione tra le proprie mura, da un isolamento forzato a cui nessuno poteva prepararsi. “Ora mi sento come una / pietra in un torrente / attorno a lei / ogni cosa / è in movimento”. Ma questa è una forma di solitudine che non ha nulla a che vedere con la quarantena, è un seme che cresce da sé, quando ci capita qualcosa che irrimediabilmente recide la nostra connessione con il resto del mondo. Un male impronunciabile, la cui sola esistenza incute maggior timore, all’idea di non poter più conoscere la leggerezza di un sorriso…

Quella di Lili Reinhart, giovane attrice statunitense nota principalmente per il ruolo di Betty Cooper nella serie televisiva Riverdale, è un’indagine interiore che tuttavia scalfisce solo la superficie, non esplora la profondità: si percepisce un forte legame con il concreto che non lascia spazio al pensiero astratto. Le stesse immagini minimaliste inserite tra una poesia e l’altra ci trattengono nella materialità, nei corpi, nei gesti che non riescono a raggiungerci: nulla permane. La poesia è una forma d’arte sfuggente, capricciosa; non deve spiegazioni a nessuno, non si dilunga inutilmente. Le parole son impresse nero su bianco, misteriose, spetta al lettore scostare il velo e ciò che inizialmente rimane celato spesso sorprende, confonde. La verità, la risposta sovente indugiano nella nostra mentre a lungo, prima di liberarci. L’opera di Lili Reinhart sfugge però a questa prospettiva, paga una leggerezza che deriva dalla sua giovane età e dall’esperienza che ancora non può vantare: l’attrice ha iniziato a dilettarsi con la poesia direttamente sui propri profili social e poi successivamente nel periodo di costrizione in stato di quarantena presso la propria abitazione in Canada. Attingendo ai primi palpiti d’amore e imprevisti della vita, alla prima scomparsa prematura di un’amicizia: qualcosa che ci rammenta la fragilità della nostra esistenza. Un passo importante per cui potrebbe rivelarsi necessario ancora più tempo, per lasciar occasione alla vita stessa di plasmarla, affinché la giovane Lili Reinhart possa conoscersi, deludersi e tradirsi. Non è qualcosa che si può imparare o cui si possa dare una scadenza: è una forma di saggezza e disillusione cui solo l’esistenza può farci dono. Ma che è necessaria – tra le altre cose – per fare poesia.