Don Salvatore Pellegrino, don Riccardo Tumminello e don Anselmo Lipari, dalla loro Abbazia di San Martino delle Scale, in Sicilia, hanno raccolto una serie di ricette di antica tradizione, tramandate di generazione in generazione, che sono accumunate dalla stessa filosofia: piatti genuini, sapori autentici, semplicità e facilità di esecuzione. E quindi via a una carrellata di ricette gustose e appetitose, come gli anelletti al forno alla siciliana, i bucatini con calamari, i maccheroni al formaggio, gli gnocchi della Conca d’Oro, la pasta di San Giuseppe e la zuppa di broccoli, cicerchia e salsiccia. I secondi non sono da meno: alici all’arancia, arrosto di maiale con patate in agrodolce, calamari ripieni, cozze e patate al forno, polpette di pesce spada e melanzane al sugo e trippa con fagioli e olive. Si passa poi ai contorni, caponata di carciofi o la ghiotta di zucchine. E per concludere di bellezza un dolce finale: crostata al gelo di anguria, bocconcini alle mandorle e pistacchi, frittelle di San Martino, palline di nocciola…

Secondo libro di ricette dei tre monaci benedettini più famosi della tv, dopo il grande successo della prima pubblicazione nel 2023 e il successo avuto su Food Network. Il romanzo raccoglie ricette di ispirazione siciliana, dal sapore ricco e genuino, ma semplici da realizzare, che si uniscono, e si devono unire, con la vita monastica, scandita dalle preghiere e dai pasti. Difatti, nei monasteri, la vita dei monaci si articola tra giornate scadenzate dal dialogo con Dio e da compiti più terreni, come la cucina e la panificazione. Il susseguirsi di ricette è molto omogeneo, così come lo è il contenuto: innanzitutto i piatti sono sempre presentati con il loro nome italiano e con la corrispondenza in dialetto siciliano, scelta che mostra attenzione verso le tradizioni, la tipicità e la convivialità. Segue poi un’introduzione che punta a raccontare qualche curiosità in più, focalizzandosi sull’ingrediente principale utilizzato nel piatto o alcuni episodi interessanti ad esso collegati. Vengono quindi indicati gli ingredienti e il procedimento. Si conclude con un consiglio del monaco per ogni singolo piatto: farcitura, tempo di riposo, salse in accompagnamento e via dicendo. Il monastero è onnipresente nel libro, si respira un’aria di spiritualità e di preghiera, ma al contempo di praticità, di routine, di concretezza e semplicità. Per lo stesso motivo, si concede ampio spazio alla descrizione del monastero e della sua storia. Si contano infatti 4 capitoli: L’Abbazia di San Martino delle Scale (primi piatti); il coro ligneo e il refettorio (secondi); il chiostro (contorni); la farmacia e la forneria (dolci). Ad impreziosire la scrittura, sono presenti diverse foto degli spazi più significativi dell’Abbazia.