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Tenebre e splendore

Tenebre e splendore

Un’amicizia, a ripensarci, davvero assurda, quella tra Lloyd e Paul. Lloyd Inwood è ben proporzionato, nervoso, slanciato, alto e bruno. Paul Tichlorne è ben proporzionato, nervoso, slanciato, alto e biondo. Anche il colore degli occhi rappresenta un elemento che permetteva di distinguerli: neri per il primo, blu per il secondo. A parte la differenza cromatica, quindi, sono due gocce d’acqua e proprio la loro impressionante somiglianza ha determinato l’amicizia tra i due. Un’amicizia sui generis, tuttavia. Per tutta la vita i due ragazzi, dotati di un fisico poderoso e resistente agli sforzi, non hanno fatto altro che rivaleggiare tra loro, ma non al fine di dimostrare qualcosa agli altri. Le loro sfide hanno rappresentato sempre qualcosa di personale, una sorta di braccio di ferro per affermare la propria diversità e la propria unicità. Va da sé che solo uno poteva essere migliore dell'altro, come è accaduto, per esempio, quella volta al lago, quando hanno fatto a gara a chi resisteva di più sotto l'acqua e per poco non ci lasciavano le penne tutti e due. Quando Paul si è iscritto alla facoltà di Scienze sociali, Lloyd lo ha imitato; quando poi Paul ci ha ripensato e ha preferito iscriversi alla facoltà di Chimica, Lloyd non ci ha pensato due volte ed ha fatto esattamente la stessa scelta. Quando accadeva che Lloyd, attraverso le sue ricerche, arrivasse ad un’importante scoperta scientifica, poco dopo c’era da aspettarsi che Paul facesse una scoperta ancora più eclatante o innovativa, o viceversa. A poco a poco la loro rivalità li ha resi ben noti sia all’interno dell’università, sia al di fuori dei suoi angusti confini. Poi entrambi hanno deciso, percorrendo strade diverse e cercando di anticipare il rivale, di impegnarsi davvero e di dedicare ogni loro sforzo alla scoperta del segreto dell’invisibilità...

Molte sono le leggende che si rincorrono e fanno riferimento alla figura emblematica di Jack London, scrittore statunitense morto a soli quarant’anni dopo aver condotto uno stile di vita singolare, al limite del vagabondaggio. Di lui si dice addirittura che fosse figlio illegittimo di un astrologo ambulante. Verità o finzione, poco importa. Quel che è vero è che la sua scuola furono i bassifondi di San Francisco, famosi per la loro violenta malavita e che nella sua intera produzione si incontrano due ideologie opposte: la dottrina darwiniana della sopravvivenza del più forte nella lotta per la vita e l’amore infinito per l’umanità. La prima delle due ideologie è evidente in Tenebre e splendore, racconto breve scritto probabilmente nel 1903 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1939, con il titolo L’ombra e il baleno. Si tratta di un apologo di carattere fantascientifico che racconta la storia di due amici, in competizione tra loro fin da quando la loro amicizia è nata. Rivaleggiano in ogni campo: studio, amore, sport, fino a quando, grazie agli studi di chimica intrapresi, manco a dirlo, da entrambi, cercano di ottenere l’invisibilità, percorrendo strade diverse: uno attraverso la rifrazione dei colori, l’altro attraverso l’assorbimento. Il narratore del racconto, il terzo amico del gruppetto – basso, grasso, tarchiato e pigro; in una parola, l’esatto opposto dei due protagonisti – funge da arbitro pacificatore tra i due, impegnati nell’eterna lotta tra il bianco e il nero, gli opposti nello spettro di assorbimento della luce, destinati a coesistere in maniera inconciliabile. La scienza, che per London rappresenta l’antidoto principale alle superstizioni e alle paure irrazionali, vere e proprie ossessioni per lo scrittore, nulla può contro l’ambizione dei due nemici/amici, dilaniati e trascinati nell’abisso dal profondo ed immotivato desiderio di primeggiare. Il racconto, la cui lettura si esaurisce in pochissimo tempo data la sua brevità, è scorrevole ma non è certo rappresentativo del miglior Jack London, uno scrittore assolutamente da approfondire con respiri più ampi. Da segnalare una bella versione a fumetti del racconto che compare in un numero della collana Zona X per la serie di Martin Mystère; si tratta di 22 tavole disegnate da Giancarlo Alessandrini tutte da gustare.