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Teoria e realtà

Teoria e realtà

Siamo a Vienna, all'indomani della Grande Guerra. La società è pronta per essere scossa da nuovi fermenti intellettuali, soprattutto dopo aver conosciuto Einstein e le sue teorie rivoluzionarie. Sulla riva della filosofia ci sono Wittgenstein e Heidegger, stanno innescando un'esplosione di empirismo: via la tradizione e avanti con forza verso la conoscenza del mondo fondata su ciò che è osservabile e verificabile. Nasce in questo momento il problema chiave della filosofia della scienza degli ultimi cento anni: le osservazioni possono fornire prove per la nascita di una teoria scientifica? Siamo ancora in Austria, alle soglie della Seconda guerra mondiale. Nella capitale c'è un filosofo che gli scienziati considerano un eroe. Si tratta di Karl Popper, per lui è l'impresa scientifica a essere eroica. In tale turbinio di pensieri, si alimentano influenze ispirazioni reciproche, e comincia a serpeggiare un pensiero allettante e insidioso: “Va bene sbagliarsi, se si impara dall'errore”. Siamo nel 1962, quando viene pubblicato La struttura delle rivoluzioni scientifiche. Per gli intenditori e gli intellettuali più innovativi, semplicemente La Struttura. Lo ha scritto Thomas Kuhn e contiene idee così radicali che lo stesso autore, poco dopo, tenterà di prenderne le distanze. Intanto, “il paradigma è cambiato”: un filosofo analizza e scompone la scienza e i suoi processi, le sue strutture, provando a suggerire nuovi equilibri, dopo devastanti terremoti. Siamo negli anni Settanta del secolo scorso; serpeggia una delusione: la filosofia, nonostante il sostegno della sociologia e della scienza politica non avrebbe - addirittura! - detto nulla di utile su come funziona la scienza. Del resto, il mondo è cambiato: sappiamo che esiste il DNA e non abbiamo accantonato mai la metafisica. E allora: se la scienza ci dice tanto sul mondo osservato e osservabile, chi si occuperà del futuro? E come?

Non è un'introduzione alla disciplina, né una semplice carrellata lungo la storia della filosofia della scienza: questo saggio, articolato e piuttosto completo, è un'indagine ragionata lungo il secolo che più di tutti ha provato a dare risposte all'essere umano. Primo interrogativo: cos'è la scienza? E già la mente del lettore che vuole divertirsi con acume si accende. Se l'obiettivo principale di quest'opera è, appunto, presentare i temi della filosofia della scienza, non sono trascurati gli effetti che questa disciplina ha avuto sulla storia del mondo dagli inizi del XX secolo a oggi. Più precisamente, il libro è “distillato” - come dichiara l'autore - dalle lezioni tenute ad Harvard e in altre università, arricchite dai commenti e dai quesiti di studenti e colleghi. La prima edizione di Teoria e realtà risaliva al 2003 ma, grazie a questi accorgimenti, non dimostra i suoi vent'anni, nonostante il mondo da allora sia molto, molto cambiato. Peter Godfrey-Smith oggi è un docente dell’Università di Sidney. Come saggista, è noto soprattutto per un recente e brillante bestseller su mente, intelligenza e coscienza dei cefalopodi, cioè dei polpi. Questo non è affatto un manuale sterile. Esiste un dichiarato punto di vista dell'autore disseminato tra i capitoli e legato a un approccio che “usa le dispute per raccontare una storia della disciplina”. Perciò, all'ordine cronologico, che occupa gran parte dell'opera, è aggiunta una parte, l'ultima, in cui i temi sono più trasversali. Nessun cenno è, in seguito, trascurato: il filo regge il ricco peso specifico della materia.