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Terra Alta

Melchor sta per concludere il turno di notte, piuttosto tranquillo come al solito - i suoi colleghi non fanno altro che ripetere che a Terra Alta non succede mai nulla - quando squilla il telefono e il collega di guardia all’ingresso del commissariato gli comunica che ci sono due morti alla masseria degli Adell, quelli delle Gráficas Adell, l’azienda più importante della zona. Melchor scende al piano terra pensando che non potrà fare colazione con la moglie Olga e la figlia Cosette - così chiamata in omaggio ad uno dei personaggi del suo libro preferito, I Miserabili -, ritira dall’armeria la sua Walter P99 da 9 millimetri e una scatola di munizioni, entra nel garage e sale su una Opel Corsa e, appena partito, telefona al sergente Blai e lo informa del duplice delitto. Guida a tutta velocità per le strade di Gandesa, a quell’ora quasi deserte, mentre un cielo color cenere fa presagire una mattina senza sole. Quello che vede una volta arrivato all’interno della masseria sembra irreale; non ricorda di aver mai assistito a nulla di simile: due ammassi informi di carne rossa e violacea sono uno di fronte all’altro, su un divano e una poltrona zuppi di sangue, mentre un misto di pelle, viscere e cartilagine è schizzato ovunque, dal pavimento alle pareti. I due fagotti sono i due cadaveri, torturati e mutilati con una crudeltà inaudita ed inimmaginabile, di un uomo e di una donna piuttosto anziani. Entrambi sono stati sventrati e le loro budella sono state sparse tutt’intorno; non hanno più né occhi, né unghie, né denti, né orecchie. È tutto talmente macabro e surreale da sembrare un rito, un vero e proprio sacrificio umano. A Melchor è capitato di vedere qualche volta gli Adell in pubblicità locali o in foto di giornali, ma mai di persona e non è certo in grado di collegare il suo ricordo al macello che è davanti ai suoi occhi…

Il nuovo romanzo di Javier Cercas, noto autore spagnolo di libri che si collocano a metà tra fiction e non-fiction, è un lavoro piuttosto coraggioso in quanto - per evitare il rischio che l’autore diventi imitatore di se stesso, chiarisce lo stesso Cercas - ci si trova di fronte ad una operazione di innovazione piuttosto importante, una sorta di ritorno alla finzione pura, per quanto concerne ambientazione, genere e tessitura della trama, mentre del tutto invariata rimane la poetica dello scrittore e la sua concezione di fondo del ruolo principale della letteratura che, pur intrattenendo, deve essere in grado di porre domande complesse e non fornire risposte univoche, lasciando al lettore lo spazio per interrogarsi e scoprire il non detto celato in ciò che si sta leggendo. Protagonista della storia è Melchor Marín, giovane poliziotto ed appassionato lettore (I Miserabili di Victor Hugo rappresentano per lui una sorta di faro in grado di permettergli di orientarsi nella vita). Jean Valjean e Javert sono le due figure antitetiche nelle quali si riconosce in egual modo - con una vera e propria passione per la Coca Cola e un passato piuttosto burrascoso. È un uomo pieno di odio e di furia, una persona che racchiude in sé un estremo desiderio di “fare giustizia”, spesso in maniera addirittura fanatica; è tuttavia anche un personaggio pieno di candore, una figura dai molteplici risvolti che altro non è che il riflesso dell’estrema complessità dell’essere umano in generale. Melchor si deve occupare di un duplice delitto cruento e brutale, specchio del mondo violento nel quale il protagonista si muove alla continua ricerca di verità; mentre le indagini avanzano e la complessità della vita si disvela, Melchor si vede costretto a fare i conti con la propria morale e a domandarsi quanto possa essere legittima la vendetta quando la giustizia in realtà non fa giustizia. Ritmo serrato, colpi di scena ed accadimenti che mettono a dura prova il protagonista sono un chiaro invito, per il lettore, alla lotta e alla resilienza, nonché un interessante spunto per una riflessione profonda sul fugace e fragile miracolo che è l’essere vivi: un’intensa meraviglia della quale si dovrebbe essere maggiormente consapevoli e profondamente grati, ogni giorno.